Il monitoraggio è scattato nel mese di dicembre, a seguito della diagnosi formulata su una studentessa minorenne.
Trieste – Un focolaio di positività alla tubercolosi rilevato all’interno del liceo “Carducci Dante” ha sollevato forte apprensione tra le famiglie. Sono trenta gli studenti della sede di via Corsi risultati positivi ai test di screening. Una scia di contagi che ha spinto il professor Matteo Bassetti a intervenire pubblicamente per ridimensionare la portata del fenomeno, escludendo categoricamente il rischio di un’epidemia e stroncando sul nascere le strumentalizzazioni politiche sul legame tra la malattia e i flussi migratori.
Il monitoraggio epidemiologico all’interno dell’istituto scolastico giuliano è scattato nel mese di dicembre, a seguito della diagnosi formulata su una studentessa minorenne. La giovane aveva manifestato i sintomi della patologia e, dopo le cure del caso, si è completamente ristabilita. Seguendo i protocolli di profilassi, l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (Asugi) ha esteso gli accertamenti ai compagni di classe della ragazza, individuando altri due studenti che presentavano una sintomatologia lieve e clinicamente “poco chiara”.
Da quel momento, lo screening è stato allargato su base volontaria, ma finora ha riscontrato l’adesione soltanto della metà degli studenti del plesso, circa un centinaio di giovani. L’amministrazione scolastica e i sanitari avvieranno a breve una campagna di comunicazione mirata per convincere tutti i genitori a sottoporre i figli al test preventivo.
Il direttore generale dell’Asugi, Antonio Poggiana, e la dirigente scolastica del liceo, Milena Testa, hanno confermato in una nota congiunta che la situazione è pienamente monitorata. I dettagli scientifici sono stati illustrati da Matteo Bassetti nel corso della trasmissione televisiva Mattino Cinque. “Questi ragazzi hanno semplicemente la positività. Sono venuti a contatto col germe della tubercolosi, che si addormenta all’interno dell’organismo e non dà nessun tipo di problema. Si chiama tubercolosi latente“, ha spiegato l’infettivologo del San Martino di Genova.
Bassetti ha rassicurato le famiglie dei compagni di scuola dei trenta giovani: “I ragazzi non sono ammalati, sono asintomatici e non sono contagiosi. Stiano tranquilli, non si contagia assolutamente nessuno”. Per eradicare completamente il battere silente ed evitare che possa risvegliarsi in età avanzata a causa del fisiologico calo delle difese immunitarie, i giovani positivi verranno sottoposti a una profilassi antibiotica mirata della durata di un paio di mesi.
L’intervento dello specialista ha toccato anche i dati epidemiologici della tubercolosi (Tbc) sul territorio nazionale, smentendo con fermezza i luoghi comuni che associano la diffusione del patogeno agli arrivi d’oltreconfine. “Non dobbiamo dire che la tubercolosi sta tornando, nella realtà non è mai andata via”, ha rimarcato Bassetti, definendo la malattia come una costante storica del Paese, i cui casi risultano equamente suddivisi dal punto di vista statistico tra cittadini italiani e cittadini di origine straniera.
“Non è assolutamente vero che è tornata con i migranti, è un’assoluta balla raccontata da qualcuno per fare discriminazioni che non devono essere fatte. Dobbiamo continuare a vigilare, ma non c’è alcun aumento della curva e nessun allarme sanitario“, ha concluso.