Maxi frode nel settore dell’occhialeria: sequestrati 10 milioni

Scoperto un sistema di fatture false e società “cartiere” per oltre 83 milioni di euro: denunciate 52 persone e chiuse d’ufficio 12 imprese risultate ancora formalmente attive.

Treviso – Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro conservativo di 10 milioni di euro emesso dal Presidente della Corte di Giustizia Tributaria nei confronti di una società operante nel settore della fabbricazione industriale di occhiali e montature.

Il provvedimento nasce da un controllo fiscale che i finanzieri della Compagnia di Conegliano hanno condotto nei confronti di una società, gestita da soggetti di origine sinica e operante nel territorio di Valdobbiadene (TV), che ha consentito di ricostruire un’evasione di imposta per oltre 3,5 milioni di euro, constatando l’indicazione in dichiarazione di costi documentati attraverso centinaia di fatture false emesse da cinque aziende rivelatesi mere “cartiere”, nella sostanza prive di qualsiasi capacità produttiva.

Il controllo fiscale è il primo ad essere stato eseguito nell’ambito dell’operazione “Dirty Lenses” ed ha permesso di far emergere un sistema di frode fiscale molto articolato perché imperniato su 46 aziende del settore dell’occhialeria gestite da “imprenditori” di origine cinese ubicate in diverse provincie del centro, nord Italia e della Campania.

Di queste 46 imprese, 35 non erano per nulla “operative” e servivano solo per emettere fatture utili ad abbattere i ricavi delle 11 società realmente esistenti e operanti nelle provincie di Treviso e Belluno. Queste ultime, grazie ai risparmi d’imposta, riuscivano a inserirsi nel mercato con prezzi di gran lunga inferiori, falsando le regole sulla leale concorrenza e danneggiando gravemente gli operatori commerciali rispettosi delle regole.

Il valore complessivo delle diverse migliaia di fatture false scoperte nel corso delle investigazioni supera gli 83 milioni di euro, cui corrispondono 18 milioni di euro di Iva.

All’esito delle attività investigative, sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Treviso 52 persone, titolari e amministratori delle aziende coinvolte, per i reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti e presentazione di dichiarazioni fraudolente mediante l’uso di fatture false. Nel contempo sono state segnalate ai competenti uffici dell’Agenzia delle Entrate le dodici imprese “cartiere” risultate ancora formalmente attive, le cui partite Iva sono state chiuse d’ufficio.

Le prove acquisite durante le indagini sono state quindi poste alla base del controllo fiscale condotto nei confronti della principale impresa che ha beneficiato del sistema di frode ed in tale contesto, il Presidente della Corte di Giustizia Tributaria ha disposto il sequestro preventivo a tutela del credito erariale per 10 milioni di euro, pari all’imposta evasa con interessi e sanzioni pecuniarie, in esecuzione del quale, allo stato, sono stati sottoposti a cautela il complesso aziendale (perlopiù macchinari destinati alla produzione degli occhiali), per oltre 30 mila euro, oltre 300 mila euro di denaro contante e oltre 1 milione di euro di crediti che la società vantava nei confronti dei propri clienti.