Tredicenne accoltella la prof e spruzza lo spray al peperoncino

La docente è sotto shock ma non è in pericolo di vita. Il ragazzino è già stato identificato dai carabinieri.

Roma – Doveva essere una mattina come tante, tra i banchi di una scuola media di periferia. Si è trasformata in un incubo. Alla “Giovanni Verga” di via Giovanni Gussone, nel quartiere Centocelle, un ragazzino di appena 13 anni ha prima spruzzato lo spray urticante in faccia alla sua insegnante e poi, in una manciata di secondi di follia, l’ha colpita con un coltello. Un gesto di una violenza inaudita, consumato nella mattinata di venerdì 18 settembre davanti agli occhi terrorizzati dei compagni di classe.

A dare l’allarme è stata una chiamata disperata al 112. In pochi minuti nel quartiere è esploso il fragore delle sirene: un via vai di ambulanze e pattuglie che i residenti non dimenticheranno facilmente. Sul posto sono piombati i carabinieri della Stazione di Roma Centocelle, insieme al personale del 118.

La ricostruzione fornita ai militari è agghiacciante. Secondo quanto emerso, l’alunno – italiano, che frequenterebbe la terza media – avrebbe prima nebulizzato lo spray al peperoncino sul volto della professoressa, accecandola, per poi raggiungerla con un fendente. La donna, rimasta ferita e in preda allo shock, è stata soccorsa immediatamente: fortunatamente non è in pericolo di vita.

Nell’istituto si sono vissuti attimi di panico. Ragazzini in lacrime, insegnanti sconvolti, il personale scolastico costretto a gestire una scena che nessuno avrebbe mai immaginato di dover affrontare. Il tredicenne è stato subito identificato.

Ora la parola passa agli investigatori dell’Arma, che stanno raccogliendo le testimonianze di studenti e docenti per ricostruire con esattezza la dinamica e, soprattutto, il movente di un gesto tanto assurdo quanto spaventoso. Cosa possa aver armato la mano di un bambino di tredici anni contro la sua stessa maestra resta, per ora, un interrogativo senza risposta.

Un nuovo, drammatico episodio di violenza tra le mura scolastiche, che riporta prepotentemente al centro il tema della sicurezza nelle aule e del disagio giovanile. Perché quando a impugnare un coltello è un ragazzino di terza media, a essere ferita non è soltanto un’insegnante: è l’intera comunità.