Cinque uomini coinvolti, tutti muratori. La pista degli inquirenti porta al racket dei cantieri. Uno dei feriti è grave.
Trieste – C’è un pomeriggio d’agosto che si è trasformato in una scena di guerriglia urbana, con le lame che spuntano dagli abitacoli e una scia di sangue lunga oltre trenta metri sull’asfalto. È successo attorno in via Rigutti, una tranquilla parallela di viale D’Annunzio, dove un violentissimo scontro ha coinvolto almeno cinque uomini, tutti impiegati come operai edili, lasciando a terra quattro feriti, uno dei quali in condizioni serie.
Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, la spedizione punitiva è scattata al termine di un inseguimento tra auto. La vettura su cui viaggiava un gruppo di lavoratori è stata pedinata e speronata fino a essere bloccata all’altezza dei civici 13 e 13/1 di via Rigutti, l’edificio dove risiedono alcuni dei soggetti coinvolti. Appena le macchine si sono fermate, dagli abitacoli sono spuntate le armi: gli aggressori hanno sferrato diversi fendenti verso gli occupanti dell’altra auto.
Nel bilancio dei feriti figurano quattro cittadini kosovari. Ad avere la peggio è stato uno di loro, colpito con forza da più coltellate alla schiena e al braccio, trasportato in condizioni critiche all’ospedale di Cattinara. Nel parapiglia è rimasto coinvolto anche un cittadino serbo, stordito e immobilizzato con dello spray urticante al peperoncino durante la colluttazione. Sul posto si sono precipitate diverse ambulanze e automediche del 118, affiancate dalle pattuglie della squadra volante della polizia di Stato.
La ferocia dello scontro è testimoniata da una vasta scia ematica che si estende per oltre trenta metri lungo i marciapiedi e la carreggiata, fino all’imbocco di via Enrico Paolo Salem. I rilievi raccontano di una colluttazione confusa e di un lungo, disperato tentativo di fuga da parte delle vittime. Per mettere in sicurezza l’area e rintracciare eventuali fuggitivi, gli agenti si sono introdotti in tre diversi condomini della zona.
Sul movente, gli investigatori della Questura battono soprattutto la pista del racket nel settore dell’edilizia e della gestione dei cantieri, mentre sembrano escludere qualsiasi matrice politica. Nessuna ipotesi, però, è stata ancora archiviata. La polizia ha già identificato cinque persone, ma le indagini restano aperte per dare un volto agli altri partecipanti riusciti a dileguarsi subito dopo l’aggressione. Una residente di passaggio ha riferito di aver visto brandire anche un martello oltre alle lame, particolare al vaglio degli inquirenti.