Per 6 anni la piccola non è mai stata visitata: era denutrita, con gravi infezioni e aveva ancora il pannolino. Decisivo l’intervento di una pediatra.
Bologna – Una vicenda drammatica che ha rischiato di trasformarsi in tragedia per una bambina, che oggi ha 9 anni, vittima dell’ideologia e dell’incuria dei propri genitori. La coppia è attualmente a processo con l’accusa di maltrattamenti aggravati da lesioni gravissime, per aver nascosto la sieropositività della madre e aver negato alla figlia, nata nel 2017, ogni forma di assistenza medica e farmacologica, portandola a sviluppare l’Aids.
Come riporta l’Ansa, il caso, emerso solo nel luglio del 2023, delinea un quadro di isolamento sanitario estremo, finalizzato a evitare i controlli dello Stato e gli obblighi vaccinali. Secondo la ricostruzione della Procura, i genitori avrebbero pianificato l’invisibilità della figlia sin dal principio.
La piccola è nata in Spagna, al di fuori di strutture sanitarie per evitare che i medici scoprissero la sieropositività materna e potessero sottoporre la neonata ai protocolli di profilassi necessari per impedire la trasmissione del virus Hiv. Una volta a Bologna, la bambina non è mai stata vaccinata né fatta visitare da un pediatra fino all’età di 6 anni.
Quando la coppia si è finalmente rivolta a una pediatra per una tosse persistente, la dottoressa si è trovata davanti a una situazione scioccante: la bimba indossava ancora il pannolino, presentava gravi difficoltà motorie, era denutrita e aveva i denti devastati dalle infezioni.
Nonostante la diagnosi di infezione da Hiv in stato avanzato effettuata all’ospedale Maggiore, i genitori hanno continuato a ostacolare le cure. Solo la minaccia della pediatra di allertare i carabinieri ha convinto la coppia a portare la piccola in ospedale.
Anche dopo il ricovero, i due si sono opposti alla somministrazione dei farmaci salvavita, costringendo il Tribunale dei Minorenni a intervenire d’urgenza. La bambina è rimasta ricoverata per un anno intero, lottando tra la vita e la morte a causa delle gravi infezioni opportunistiche causate dall’Aids.
Mentre il processo penale prosegue (la prossima udienza è fissata per il 18 maggio), la giustizia minorile sta valutando la capacità genitoriale dei due imputati. La bambina ha una tutrice legale, nominata nel settembre 2023, che si è costituita parte civile.
Oggi la piccola sta meglio, frequenta la scuola e vive in una casa famiglia insieme alla madre, sotto stretto monitoraggio. L’accusa, sostenuta dal pm Nicola Scalabrini, punta a dimostrare come la condotta dei genitori non sia stata una semplice negligenza, ma una scelta consapevole che ha messo a repentaglio la vita della minore per anni.