Per la prima volta al mondo eseguito a Torino un intervento combinato in blocco su un paziente con organi invertiti. Diciassette ore di sala operatoria per salvare un giovane campano.
Torino – L’ospedale Molinette della Città della Salute ha segnato una pietra miliare nella storia della medicina internazionale. Un’équipe multidisciplinare ha eseguito con successo il primo trapianto simultaneo di cuore e fegato al mondo su un paziente affetto da situs viscerum inversus, una rarissima condizione genetica per cui gli organi interni sono posizionati in modo speculare rispetto alla norma
Il paziente, un giovane di 32 anni originario della Campania, era nato con una grave cardiopatia congenita. Dopo tre interventi a cuore aperto eseguiti nell’infanzia, le sue condizioni erano degenerate in una cirrosi epatica e, recentemente, in un carcinoma. La combinazione tra l’anatomia invertita e la necessità di un doppio organo rendeva l’intervento una sfida tecnica considerata quasi impossibile.
L’intervento è stato il risultato di una mobilitazione imponente coordinata dal Centro Regionale Trapianti e dal Centro Nazionale Trapianti. La complessità risiedeva nel dover impiantare organi di un donatore (con anatomia normale) in un corpo con disposizione “a specchio”.
Il coordinamento ha visto uniti i team di Cardiochirurgia (diretti da Mauro Rinaldi e Massimo Boffini) e Chirurgia del Trapianto di Fegato (diretti da Renato Romagnoli), insieme agli specialisti del Regina Margherita (Carlo Pace Napoleone).
L’operazione è durata 17 ore complessive, di cui 12 di chirurgia pura. I medici hanno dovuto letteralmente inventare nuove connessioni vascolari e percorsi circolatori per adattare il blocco cuore-fegato del donatore al torace e all’addome invertiti del ricevente. Il sangue ha ripreso a scorrere fisiologicamente e gli organi hanno iniziato a funzionare regolarmente.
Il post-operatorio, sebbene complesso a causa della portata del trapianto, è stato gestito con successo dalla Cardio-Rianimazione. Il paziente è ora fuori pericolo, si trova in area semintensiva e ha iniziato il percorso di riabilitazione.
Livio Tranchida, direttore generale della Città della Salute, ha definito l’impresa un’eccellenza mondiale che trasforma una situazione disperata in una storia a lieto fine, ringraziando la generosità del donatore e della sua famiglia. Anche l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, ha sottolineato come questo successo confermi il Piemonte ai vertici europei nel settore dei trapianti, aprendo nuove frontiere per i casi ad alta complessità tecnico-organizzativa.