Un’ordinanza comunale dispone il divieto di dare cibo e acqua a “Ondina” lungo la Statale 195. Le volontarie: “Così morirà di stenti”. Il Comune: “Misura necessaria per spostarla e catturarla”.
Sulcis – Un’ordinanza sindacale, una cagnolina randagia e una comunità profondamente spaccata. È il caso esploso lungo la Strada Statale 195, nel sud della Sardegna, dove un esemplare vagante ribattezzato “Ondina” è diventato il centro di una feroce polemica tra l’amministrazione comunale di Teulada e i cittadini che da mesi se ne prendono cura.
Con il provvedimento n. 18 del 4 aprile 2026, il sindaco Angelo Milìa ha disposto il “divieto assoluto a chiunque di somministrare alimenti, lasciare cibo o acqua” in località Is Fogaias. La decisione ha scatenato un linciaggio mediatico contro il primo cittadino, accusato dagli animalisti di voler condannare l’animale a una morte lenta per fame e sete.
La vicenda presenta due narrazioni diametralmente opposte, che riflettono la difficoltà di gestire il randagismo in zone impervie e ad alto traffico. Da una parte c’è la denuncia dei volontari. Violetta, la cittadina che segue Ondina da dicembre, racconta di aver trovato l’animale denutrito e terrorizzato. Grazie a mesi di pazienza, era riuscita a conquistarne la fiducia per nutrirla.
Secondo la donna, le istituzioni (Comune, Asl e Barracelli) avrebbero ammesso di non avere mezzi adeguati per la cattura, optando ora per una soluzione drastica. “Non posso credere che la strategia per la sicurezza sia far morire di fame una cagnolina per farla spostare altrove”, afferma a La Stampa.
Il sindaco Milìa, però, respinge con forza le accuse, parlando di una scelta “difficile ma necessaria”. L’amministrazione sostiene che la presenza costante di cibo lasciato da ignoti induca il cane a restare in un’area a traffico sostenuto, creando un pericolo mortale sia per l’animale che per gli automobilisti. Poiché i tentativi di cattura con metodi ordinari e gabbie sono falliti a causa della diffidenza del cane, l’ordinanza mirerebbe a “spingere” Ondina a cercare cibo lontano dalla statale, in zone dove il recupero sia tecnicamente possibile.
Dagli atti del Comune emerge che l’uso di narcotici è stato escluso per il rischio che l’animale, una volta colpito, possa rifugiarsi in anfratti rocciosi prima dell’effetto del sedativo, rendendo impossibile il ritrovamento del corpo. “Questa ordinanza non nasce contro quel cane. Nasce per salvarlo”, ribadisce il sindaco, denunciando anche le pesanti minacce ricevute sui social, dove alcuni utenti sono arrivati a invocare violenza fisica contro di lui.
Mentre lo scontro prosegue a colpi di post e denunce, Ondina continua a vagare tra le montagne e la carreggiata. Il nodo resta tecnico e umanitario: riuscire a trovare una modalità di recupero che non passi per la privazione di sostentamento, garantendo al contempo che la Statale 195 smetta di essere un potenziale teatro di tragedia per l’animale e per chi vi transita.