I primi video girati sul posto e rilanciati sui social mostrano vistose spaccature nel suolo e danni alle strade.
Catania – La montagna trema e la terra si apre come una ferita. Alle 12.24 di Ferragosto una scossa di terremoto di magnitudo 3.9 ha fatto sobbalzare l’intero versante nord dell’Etna, spargendo paura tra Linguaglossa, Piano Provenzana e tutti i comuni pedemontani. A registrarla sono stati i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che hanno individuato l’epicentro a 7 chilometri a ovest di Linguaglossa e l’ipocentro a un solo chilometro di profondità.
È stata proprio quella profondità irrisoria a rendere il sisma così nettamente avvertito dalla popolazione. In pochi istanti la scossa ha lasciato il suo segno più impressionante sul terreno: la riapertura della faglia della Pernicana, la grande struttura tettonica che taglia il fianco settentrionale del vulcano. I primi video girati sul posto e rilanciati sui social mostrano vistose spaccature nel suolo e danni alle strade, con l’asfalto squarciato lungo la linea di frattura.
“Etna nord. Faglia Pernicana in movimento”, è il grido che ha iniziato a rimbalzare tra gli abitanti sui gruppi Facebook della zona. C’è chi giura di aver contato almeno quattro scosse in successione, con quella di magnitudo 3.9 a fare da capofila.
La terra ha ballato mentre il vulcano è già sotto osservazione per l’attività eruttiva in corso. L’Ingv – Osservatorio Etneo conferma che prosegue l’attività effusiva dalle bocche in quota, con il fronte lavico più avanzato attestato intorno ai 1600 metri, in prossimità di Rocca Musarra. Nelle stesse ore al Cratere di Nord-Est si è registrata una breve esplosione con emissione di cenere, poi rientrata.
Al momento non si registrano feriti, ma i tecnici restano al lavoro per monitorare la faglia e l’evoluzione dell’eruzione. Perché sull’Etna, ancora una volta, la terra ricorda a tutti chi comanda davvero.