Affitti in nero nel ghetto abusivo: scatta lo sgombero

Imponente operazione coordina oltre quindici reparti speciali per liberare un’area occupata da decine di costruzioni in muratura.

Terracina – È stato sgomberato questa mattina, con una vasta operazione interforze coordinata dalla polizia di Stato di Terracina, un importante insediamento abusivo sorto in località San Silviano, a Terracina, individuato da personale dei carabinieri durante le attività di controllo del territorio e per i quali i militari hanno proposto l’indizione di un tavolo tecnico per l’organizzazione delle successive attività operative di sgombero.

L’operazione, pianificata in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, ha visto impegnato un articolato dispositivo interforze che ha consentito di riportare legalità in un’area occupata da decine di manufatti realizzati abusivamente.

Le operazioni sono iniziate prima dell’alba con l’accesso all’area da parte degli operatori della polizia di Stato, dei carabinieri, della Guardia di Finanza, dei Reparti Mobili della polizia di Stato, della polizia scientifica, della Polizia Stradale, della DIGOS, della squadra mobile, dell’Ufficio Immigrazione, della Polizia Provinciale, della Polizia Locale di Terracina, dei carabinieri Forestali, dell’Ispettorato del Lavoro, dell’Azienda Sanitaria Locale, dei vigili del fuoco, dei Servizi Sociali del Comune di Terracina e dei tecnici delle società di gestione delle reti di pubblica utilità, intervenuti ciascuno per gli accertamenti di rispettiva competenza.

Gli operatori hanno effettuato sopralluoghi presso le singole unità abitative per prendere contatto con i nuclei familiari presenti e garantire assistenza alle persone più vulnerabili.

L’insediamento, esteso su circa 8.000 metri quadrati, era costituito da 39 unità abitative, oltre a manufatti in corso di costruzione, magazzini e locali destinati ad ufficio. All’interno sono stati identificati 72 cittadini stranieri, tra cui 23 minori, prevalentemente di nazionalità indiana e bengalese.

Dodici persone, risultate prive di idonea documentazione, sono state accompagnate presso gli uffici di polizia per gli accertamenti di competenza da parte dell’Ufficio Immigrazione.

L’area era organizzata lungo una strada sterrata con 22 unità abitative sul lato destro e 17 sul lato sinistro, oltre a 4 manufatti in corso di costruzione, 2 magazzini contenenti materiale edile e profilati in alluminio e un ufficio. Le abitazioni erano realizzate in muratura con coperture in lamiera, in parte coibentate e in parte con tegole in plastica.

Tra i 72 cittadini identificati non erano presenti minori stranieri non accompagnati. Dalle verifiche è emerso che, salvo quattro casi con regolare contratto, gli occupanti hanno riferito agli operatori di corrispondere in contanti canoni di 350 o 600 euro mensili ad un cittadino italiano.

Nel corso di un’ispezione congiunta con l’ispettorato del Lavoro sono state contestate inoltre violazioni penali previste in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro ed è stata richiesta ulteriore documentazione per i successivi approfondimenti.

I carabinieri Forestali hanno proceduto al sequestro preventivo di una porzione di circa 3.500 metri quadrati per violazioni ambientali; il personale ENEL ha accertato un allaccio abusivo alla rete elettrica, provvedendo all’immediato distacco; l’ASL ha riscontrato gravi criticità igienico-sanitarie, l’assenza di acqua potabile e la presenza di un allaccio a un pozzo di acqua sorgiva; la Polizia Locale ha avviato gli accertamenti in materia di abusivismo edilizio e disposto il sequestro dei manufatti in corso di completamento.

Nel corso dell’intervento sono stati inoltre controllati dalla Polizia Stradale 15 autoveicoli e 7 targhe, una delle quali una risultata positiva agli accertamenti effettuati nelle banche dati in uso alle forze dell’ordine.

L’ASL, infine, ha proceduto a verificare le condizioni igienico-sanitarie delle unità abitative. È stata, inoltre, accertata l’assenza di acqua potabile nei manufatti abitativi, che sono risultati allacciati ad un pozzo di acqua sorgiva ivi presente.

Per tutta la durata delle operazioni è stata garantita l’assistenza ai nuclei familiari presenti grazie all’intervento dei Servizi Sociali del Comune di Terracina e della mediatrice culturale, che hanno fornito il necessario supporto alle persone più vulnerabili. Gli operatori hanno infatti effettuato sopralluoghi presso le singole unità abitative per prendere contatto con i nuclei familiari presenti e garantire assistenza alle persone più vulnerabili.

Nel corso delle attività il personale delle varie forze di polizia impiegate ha inoltre raccolto dichiarazioni da rappresentanti dei nuclei abitativi presenti, acquisendo elementi utili agli approfondimenti investigativi sulla gestione dell’insediamento e sulle modalità di occupazione e locazione dei manufatti.

Sono in corso ulteriori verifiche, anche con riferimento a possibili fenomeni di sfruttamento della manodopera e ad ulteriori violazioni di natura amministrativa e penale. Le attività si sono svolte con il progressivo avvicendamento dei reparti impiegati e con il costante coordinamento della Questura di Latina.

L’intervento si è concluso alle ore 15.00 senza alcuna criticità per l’ordine e la sicurezza pubblica