L’aggressore ha colpito la donna con un calcio alla schiena. In passato l’aveva minacciata con le tasche piene di pietre.
Catania – Un pomeriggio trascorso con il figlio di 2 anni trasformato in un incubo di violenza. I carabinieri hanno arrestato un 34enne con l’accusa di atti persecutori dopo l’ennesima aggressione ai danni della ex compagna, una donna di 36 anni, avvenuta proprio al momento della riconsegna del bambino.
L’intervento dei militari, scattato nel tardo pomeriggio di venerdì 13 marzo, ha messo fine a una serie di vessazioni che avevano ridotto la vittima in uno stato di terrore costante. L’ultimo episodio di violenza si è consumato sotto gli occhi del figlio piccolo.
Al momento di restituire il bambino alla madre, l’uomo ha afferrato l’ex compagna per il collo nel tentativo di strangolarla, sferrandole poi un violento calcio alla schiena. Solo l’intervento provvidenziale di un passante ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente, permettendo alla donna di divincolarsi e chiamare il 112.
Dalle indagini è emerso un quadro di stalking inquietante e surreale. La donna ha raccontato mesi di appostamenti e minacce di morte. In un’occasione, il 34enne si era presentato sotto il posto di lavoro della donna con le tasche piene di sassi, minacciando di “romperle la testa” se non gli avesse restituito una cassettiera rimasta nella loro vecchia abitazione.
I carabinieri hanno acquisito file audio e messaggi telefonici che confermano le minacce reiterate e il clima di persecuzione. L’uomo è stato arrestato in base all’articolo 612 bis del codice penale. Gli inquirenti hanno riscontrato tutti gli elementi del reato di stalking. Le condotte dell’uomo avevano generato un “persistente stato di paura e timore” nella 36enne.
Il passaggio dalle minacce verbali all’aggressione fisica in presenza del minore ha reso necessario l’arresto immediato. L’aggressore è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre per la madre e il bambino sono stati attivati i protocolli di protezione previsti per le vittime di violenza domestica.