Famiglia, scuola e comunità devono costruire una rete capace di riconoscere i segnali di disagio e intervenire prima che diventino un’emergenza.
Cresce l’allarme per il disagio psicologico tra i giovani. In occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, gli psicologi richiamano l’attenzione sulla necessità di rafforzare la prevenzione, l’ascolto e il supporto.
, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, commentando i dati diffusi dall’UNICEF in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“I dati sui suicidi e sui tentativi di suicidio tra i giovani sono ogni anno più preoccupanti e ci dicono quanto sia urgente riuscire a intercettare il loro disagio prima che diventi emergenza. Investire sulla prevenzione è diventata una necessità stringente- ha dichiarato Maria Antonietta Gulino –. Di fronte alla sofferenza di un adolescente non possiamo aspettare che sia lui a trovare da solo le parole o la forza per chiedere aiuto: dobbiamo costruire intorno ai giovani una rete capace di riconoscere i segnali di disagio, ascoltarli e accompagnarli”.
“Prevenire il suicidio – prosegue Gulino – significa imparare a riconoscere la sofferenza quando ancora cerca parole. Troppo spesso il disagio resta nascosto, per vergogna, paura di essere giudicati, perché non si sa a chi chiedere aiuto o perché non si trova un aiuto accessibile. Per questo la prevenzione deve essere presente nei luoghi in cui i ragazzi vivono e crescono, a partire dalla famiglia e dalla scuola, ma anche negli ambienti sportivi, nei servizi e nelle comunità”.
“Parlare può aprire una possibilità, ascoltare può fare la differenza, purché dietro quell’ascolto esista una rete competente e accessibile. Nessun giovane che manifesta una sofferenza o chiede aiuto deve trovarsi solo: è una responsabilità alla quale come istituzioni e come comunità, dobbiamo essere in grado di rispondere”, conclude la presidente del Cnop.