Strage di Bologna: Bellini, “non sono un terrorista, il 2 agosto 1980 ero a Rimini”

L’ex di Avanguardia Nazionale: “Voglio un confronto con la mia ex moglie Maurizia Bonini, io so che non sono il signore del filmino”.

Bologna – “Io non sono responsabile della strage di Bologna. La mia ex moglie, Maurizia Bonini, non mi ha
mai coperto, nella sua fantasia dice che mi ha coperto, ma fate gli incroci con tutte le intercettazioni. Vengo massacrato da quarant’anni su questa storia”. Lo ha detto l’ex di Avanguardia Nazionale, Paolo Bellini, nel corso di dichiarazioni spontanee davanti alla Corte d’Assise d’Appello del capoluogo emiliano che lo sta processando per la strage del 2 agosto 1980.

La stazione di Bologna il 2 agosto 1980

Bellini, durante il suo discorso, è tornato più volte a chiedere un confronto in aula con l’ex moglie Maurizia Bonini, che durante il processo di primo grado ha smontato il suo alibi per il giorno della strage. “Io non ho da spartire nulla con la strage di Bologna, io so che non sono il signore del filmino. Io non sono un terrorista e alle 9 del 2 agosto ero a Rimini”, ha sottolineato per l’ennesima volta l’imputato, ricostruendo gli spostamenti e il tragitto fatto in auto con i familiari per raggiungere l’albergo al Passo del Tonale, “dove arrivammo alle 17.45-18”.

Concluse le dichiarazioni spontanee di Paolo Bellini, il presidente della Corte, Alberto Pederiali, ha rinviato il
processo al 10 aprile. Bellini la prossima udienza seguirà il dibattimento in videocollegamento dal carcere di Spoleto, dove è detenuto dallo scorso giugno. 

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