Sicurezza, il governo stringe su minori e migranti

Daspo per i manifestanti, multe fino a 20mila euro e scudo penale per gli agenti. Stop ai coltelli e arresti per i minorenni sorpresi armati.

Roma – Il Consiglio dei ministri si appresta ad approvare un corposo pacchetto sulla sicurezza composto da 65 articoli complessivi – 25 nel decreto legge e 40 nel disegno di legge – che introduce misure drastiche su più fronti: dalla micro-criminalità giovanile alle manifestazioni, dalle espulsioni dei migranti alla tutela delle forze dell’ordine.

La norma più discussa è quella definita “anti maranza, che introduce il divieto assoluto di portare strumenti con lama superiore a cinque centimetri, punito con reclusione da uno a tre anni. Per coltelli con lama oltre otto centimetri serve un giustificato motivo, altrimenti si rischia da sei mesi a tre anni. Le pene aumentano di un terzo se i reati avvengono vicino a banche, parchi o stazioni. I minori sorpresi in flagranza potranno essere arrestati e i genitori multati con mille euro. Stop assoluto alla vendita online e fisica di armi improprie ai minorenni, con sanzioni fino a 12mila euro e revoca della licenza.

Si amplia l’ammonimento del questore per ragazzi tra 12 e 14 anni, esteso a lesioni, risse e minacce con armi. Anche per cyberbullismo i genitori rischiano multe da 200 a mille euro. Torna la procedibilità d’ufficio per il furto aggravato, mentre per i furti in abitazione le pene salgono da sei a otto anni.

Stretta durissima sulle manifestazioni: il Daspo colpirà chi ha commesso reati durante cortei nei cinque anni precedenti, con fermo di 12 ore per accertamenti. Multe salatissime per chi non preannuncia un corteo (da 3.500 a 20mila euro) o non rispetta l’itinerario (da 10mila a 20mila euro). Grida e manifestazioni sediziose diventano reati amministrativi.

Sul fronte migranti, viene facilitata l’espulsione al secondo ordine del questore e abolita l’assistenza legale gratuita automatica contro i provvedimenti di allontanamento. Stanziati 8 milioni per i rimpatri. Le Ong potranno essere bandite dalle acque territoriali se rappresentano una minaccia per sicurezza o ordine pubblico.

Il pacchetto introduce uno “scudo penale” che frena l’iscrizione nel registro indagati di chi ha agito per legittima difesa o dovere d’ufficio, esteso espressamente a polizia, carabinieri, vigili del fuoco e militari. I prefetti potranno istituire zone rosse senza requisiti di eccezionalità, allontanando chi ha precedenti e tiene comportamenti molesti. Negli stadi arriva il riconoscimento facciale biometrico per identificare chi commette reati durante le partite.