Scuole chiuse per il Ramadan, il ministro Valditara studia la stretta: “Basta caos”

Il governo lavora a una norma ad hoc, mentre Pioltello e Università di Siena hanno sospeso le lezioni e a Turbigo è intervenuto il Tar.

Roma – Scuole chiuse per la fine del Ramadan e le feste musulmane. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara studia la “stretta”, dopo che dal caso di Pioltello ne sono seguiti una “raffica”, aprendo una vera e propria falla politica. Ad aprire le “danze” alimentate dalla protesta, è stato l’istituto comprensivo statale Iqbal Masih del milanese. Poi in molti hanno “preso coraggio”, nonostante il duro braccio di ferro con il governo e soprattutto con la Lega.

Anche l’Associazione studenti musulmani del Politecnico di Milano ha chiesto di sospendere le lezioni in occasione delle due grandi feste musulmane, la fine del Ramadan appunto e quella di Eid al-Adha, a giugno. Una richiesta alla quale potrebbero aderire anche altre associazioni musulmane di studenti, presenti in alcune città italiane, sulla scorta di quanto deciso già quest’anno dall’Università per stranieri di Siena che ha sospeso la didattica. Ma la polemica non si ferma a Pioltello e al Politecnico. A Soresina, in provincia di Cremona, invece, la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Bartesi, dopo l’intervento del ministro dell’Istruzione ha ritirato la circolare mandata ai docenti con le ‘linee guida’ da adottare con gli studenti nel periodo del Ramadan.

Giuseppe Valditara

E a Turbigo la festa per la fine del Ramadan è finita addirittura in prefettura: il sindaco e l’associazione della comunità musulmana sono stati convocati dal prefetto a Milano per trovare un posto che possa permettere ai musulmani di celebrare il termine del digiuno. A rimettere la diatriba nelle mani del prefetto era stato il Tar, dopo lo scontro tra il primo cittadino di Fratelli d’Italia Fabrizio Allevi, che aveva escluso la disponibilità di spazi comunali da destinare alla festività, e la comunità islamica lombarda.

Alla fine il sindaco ha dovuto cedere: la fine del Ramadan viene festeggiata al campo sportivo di Turbigo. Dalle 7 alle 11 di questa mattina i fedeli musulmani si sono radunati in preghiera. “Credevamo che l’Italia fosse uno Stato laico, ma la Costituzione evidentemente non vale per l’Islam”, ha commentato Allevi che ha spiegato come nonostante sia “evidente e pubblico che nel territorio limitrofo al nostro comune siano presenti luoghi in cui è già stata data la possibilità di riunirsi alla comunità islamica, l’unica lettura che posso dare a questa vicenda è che probabilmente l’evento quest’anno doveva essere fatto, forse per principio, a tutti i costi a Turbigo”.

In una prima fase per il sindaco la soluzione era che i musulmani virassero su uno spazio privato, escludendo tutte le opzioni per una serie di ragioni incluso il campo sportivo perché sarebbe dovuto rimanere intatto per il campionato di calcio. Ma così non è stato. Le reazioni polemiche sono state parecchie, in primis quella di Riccardo De Corato (Fdi), ex vice sindaco delle giunte di centrodestra milanese e membro della Commissione Sicurezza delle Periferie in Italia, che parla di “una forzatura, chiara ed evidente, della magistratura in seguito ad un ricorso presentato al Tar da parte dell’Associazione ‘Moschea Essa’. Sposo a pieno il pensiero del sindaco di Turbigo Allevi, il quale nonostante lo svolgimento della festa, rimane perplesso, preoccupato e dubbioso. La situazione è stata gestita, a mio avviso, con troppa leggerezza”.

Riccardo De Corato

E ancora, l’esponente di Fratelli d’Italia attacca “questo tipo di associazioni islamiche” che “devono capire che in Italia vige la religione cattolica, che peraltro è maggioritaria, e non possono pensare di trovarsi nelle loro nazioni e continenti. A questo punto, le altre religioni quali per esempio l’Induismo, il Buddhismo, il Sikhismo, l’Ebraismo e il Confucianesimo, cosa chiederanno adesso? Quali risposte verranno date loro dal Tar e dalla magistratura successivamente?”, conclude De Corato.

Ecco perché il governo sta studiando una possibile nuova norma, per evitare che le scuole autorizzino assenze legate a feste religiose. Intanto oggi lezioni sospese all’istituto di Pioltello e all’ateneo a Siena, ma il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che sul caso Pioltello è stato motore di verifiche e della revisione della delibera che ha portato alla chiusura della scuola, a quanto emerso avrebbe illustrato in Consiglio dei ministri il tema. Nel corso del Cdm – ha annunciato in seguito lo stesso Valditara – è stato sollevato il tema della chiusura delle scuole per festività non riconosciute dallo Stato. Il ministero è al lavoro per una norma di buonsenso che regolamenti una situazione che rischia di creare conflittualità e caos“.

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