Le associazioni animaliste chiedono la liberazione dei sei primati del progetto Light‑up. Il corteo è stato fermato prima di giungere ai laboratori.
Parma – Un centinaio di manifestanti sono scesi in piazza a Parma per chiedere la liberazione dei macachi Alan e Larry, rinchiusi dal 2019 nei laboratori di sperimentazione dell’Università di Parma. Sabato 2 maggio presenti al corteo nella città parmense numerose associazioni e cittadini provenienti da ogni parte d’Italia.
Varie sigle animaliste e ambientaliste hanno collaborato e partecipazione al corteo: Meta con Meta Parma, Enpa Parma, Lav con Lav Parma Lav Piacenza Lav Bologna e Lav Reggio Emilia, Extinction Rebellion Parma, Parmaetica, Oipa con Oipa Parma e Guardie Eco-Zoofile Oipa Parma, I Care Europe Odv, Sos Angels Parma, Avi Parma, Salviamo iachi mac di Parma. Le associazioni chiedono la liberazione dei macachi e il loro trasferimento in un rifugio, mentre il progetto Light-up dell’Università di Parma prevede l’uccisione finale di tutti i soggetti utilizzati per l’esperimento.
“I macachi di Parma utilizzati per l’esperimento Light-up sono sei, due dei quali si chiamano Alan e Larry.” –spiega la referente di Meta Parma- “Alan e Larry, oltre alla stabulazione, stanno subendo anche operazioni chirurgiche invasive. Alla fine dell’esperimento, gli sperimentatori hanno inteso di uccidere tutti i macachi, sia Alan e Larry sia quelli che non sono stati operati. Noi chiediamo la liberazione di tutti i sei macachi utilizzati per l’esperimento, compresi Alan e Larry che non devono assolutamente essere eliminati. Alan e Larry stanno un vero e proprio orrore, dopo tutte le sofferenze subite vogliono anche ucciderli.
I due macachi sono stati più volte operati al cranio, sono stati inseriti i presidi ferma-testa per tenerli bloccati sulle sedie di addestramento, sono stati parzialmente accecati intervenendo sulla loro corteccia cerebrale, hanno addirittura inserito le telecamere nel loro cervello all’Università di Parma di non uccidere i macachi e di affidarli a un rifugio, la Lav è disponibile a prenderli in affidamento. Uccidere i macachi sarebbe un fallimento morale e una vera e propria vergogna, inoltre la loro uccisione scatenerebbe forti ondate di protesta in tutta Italia. La sperimentazione animale è un metodo crudele e primitivo ormai già da tempo le moderne tecnologie permettono di fare ricerca sul modello virtuale umano e sul modello virtuale animale, senza far del male a nessuno.
Con l’esperimento Light-up gli sperimentatori dicono di voler studiare una rara forma di visione cieca chiamata blindsight. Il blindsight è un fenomeno neurologico in cui individui con cecità corticale, causata da danni alla corteccia visiva, riescono a reagire a stimoli visivi inconsciamente. Ma la vera visione cieca non è forse quella di chi continua a fare del male agli animali senza vedere che anche loro sono creature con gli stessi diritti di vita degli umani? C’è una cecità ben peggiore di quella visiva, ed è quella emotiva. C’è una visione cieca ben più grave di quella degli occhi, ed è quella del cuore. Macachi liberi!”

Le associazioni chiedono inoltre al Parlamento Italiano di chiudere il buco legislativo che permette agli sperimentatori di acquistare i macachi dall’estero, nonostante ci sia una legge italiana che vieta l’allevamento di questi animali a scopo di sperimentazione. “In Italia gli allevamenti di primati per la sperimentazione animale (alias vivisezione perché cambia il nome ma la sostanza rimane) sono vietati, ma non è vietato acquistarli dall’estero. Alan e Larry infatti arrivano dall’Olanda, sono stati acquistati dall’estero e fatti arrivare nei laboratori italiani, come succede anche a cani e gatti. Questo però va contro la volontà del legislatore, perché se in Italia c’è il divieto di allevamento di cani, gatti e primati per la sperimentazione, significa che il legislatore intendeva tutelare questi animali evitando che finissero nei laboratori, e non che venissero acquistati altrove e sottoposti ugualmente a sperimentazione. Questo buco legislativo deve essere risolto al più presto! Nessun animale di nessuna specie dovrebbe finire nei laboratori di sperimentazione, la nostra battaglia è per tutti gli animali: Alan e Larry sono un simbolo e non molleremo.”
Come spiegato dalle associazioni, il corteo inizialmente doveva arrivare fino ai cancelli dell’Università di Parma, dove sono rinchiusi i macachi. A seguito di un divieto del Questore di Parma, il corteo si è dovuto fermare poco prima, non potendo arrivare fino alla sede dei laboratori di sperimentazione universitaria. La battaglia continua, dichiarano i manifestanti.