I manifestanti hanno lanciato bombe carta e razzi; la polizia, schierata in un fitto cordone, ha risposto con i lacrimogeni.
Torino – Tensione e scontri durante la manifestazione nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Bombe carta, razzi e fuochi pirotecnici sono stati lanciati da una parte dei manifestanti, mentre la polizia ha risposto con l’uso dei lacrimogeni, schierata in un fitto cordone per impedire l’avanzata del corteo. Si contano alcuni feriti.
Gli scontri sono scoppiati quando una frangia dei manifestanti ha deviato dal percorso autorizzato, entrando in corso Regina Margherita, dove al civico 47 si trovava la storica sede di Askatasuna, sgomberata alla fine del 2025 dopo quasi trent’anni di attività. I partecipanti più violenti, appartenenti ad ambienti autonomi e anarchici, erano a volto coperto e si erano fermati a lungo prima di muoversi, attendendo il buio per evitare di essere identificati dalle forze dell’ordine.
La polizia ha quindi iniziato ad avanzare per far arretrare il gruppo, impiegando sia reparti in assetto antisommossa sia un idrante. In risposta, i manifestanti hanno continuato a lanciare bombe carta, fumogeni e artifizi pirotecnici, utilizzando tubi di metallo come mortai improvvisati. Alcuni hanno rilanciato i lacrimogeni verso gli agenti e si sono protetti con scudi artigianali anche contro i getti d’acqua.
La manifestazione nazionale era composta da tre cortei distinti, poi confluiti lungo il fiume Po con l’obiettivo di raggiungere il quartiere dove sorgeva il centro sociale. Migliaia di persone avevano partecipato fin dal mattino, con delegazioni arrivate da tutta Italia.
Uno dei principali punti di ritrovo era Palazzo Nuovo, sede universitaria occupata nei giorni precedenti. Qui si erano radunati studenti, attivisti, famiglie e residenti del quartiere Vanchiglia; alcuni manifestanti avevano trascorso la notte all’interno dell’ateneo.
Imponente il dispositivo di sicurezza predisposto dalle autorità: lungo le strade cittadine erano schierati circa mille agenti della polizia, duecento carabinieri e un centinaio di finanzieri, con mezzi e reparti pronti a intervenire per contenere eventuali ulteriori disordini.
“Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Le immagini a cui stiamo assistendo in zona corso Regina Margherita dimostrano ancora una volta l’ambiguità della sinistra torinese e italiana. Da un lato un corteo pacifico di protesta, dall’altro quello stesso corteo che, fino a sera, copre e favorisce l’azione di violenti che assaltano la Polizia con fuochi d’artificio, bombe carta e oggetti contundenti”. Lo dichiarano il senatore Roberto Rosso, vicecapogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama e vicesegretario del partito in Piemonte, e Marco Fontana, segretario cittadino di Forza Italia a Torino.
“Siamo di fronte a una vera e propria prova di guerriglia urbana, con persone camuffate, organizzate e dotate perfino di scudi. Non c’è nulla di democratico in tutto questo e la partecipazione di esponenti della maggioranza che governa Torino a simili iniziative chiarisce in che mani sia oggi la città. Chi devasta Torino nascondendosi dietro la protesta non è un manifestante, ma un criminale. Askatasuna si conferma, senza possibilità di smentita, una centrale logistica della violenza urbana: basta giustificazionismi e analisi sociologiche, questi covi di illegalità vanno smantellati con fermezza e nel pieno rispetto della legge”, concludono.