L’incidente in un centro sportivo di Campobasso. Il piccolo, colpito alla testa, è stato operato d’urgenza al Santobono di Napoli.
Campobasso – Doveva essere un pomeriggio d’estate come tanti, tra il tuffo in piscina e la spensieratezza dei suoi otto anni. Si è trasformato in un incubo negli spogliatoi di un centro sportivo alla periferia di Campobasso, dove nel pomeriggio di mercoledì 12 agosto un pesante armadietto metallico si è ribaltato all’improvviso, travolgendo un bambino e schiacciandolo con tutto il suo peso. Un impatto violentissimo, in pieno cranio, che ha spezzato la giornata di gioco e ha fatto piombare un’intera città nell’angoscia.
Le condizioni del piccolo sono apparse subito drammatiche. Colpito alla testa, il bambino ha riportato uno schiacciamento bilaterale del cranio. Soccorso in fretta e furia, è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, dove i medici hanno capito immediatamente che quei traumi erano troppo gravi per essere trattati sul posto.
Vista la gravità delle condizioni, si è deciso per il trasferimento d’urgenza all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, il polo specializzato di riferimento per il Sud. Si era pensato anche all’elicottero, ma alla fine la corsa contro il tempo è avvenuta in ambulanza, per non perdere nemmeno un minuto prezioso. Nelle ore successive il bambino è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico, riuscito, ma che non è bastato a sciogliere la prognosi. Il piccolo resta ricoverato in prognosi riservata, con i sanitari napoletani che ne seguono le condizioni minuto per minuto.
Mentre a Napoli si combatte per la sua vita, a Campobasso è cominciata la caccia alla verità. La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo d’inchiesta, al momento contro ignoti: nessuno risulta ancora iscritto nel registro degli indagati. Gli accertamenti dovranno chiarire il nodo centrale della vicenda: come fosse installato quell’armadietto, se e in quale modo fosse assicurato alla parete, in quali condizioni si trovasse e, soprattutto, cosa ne abbia provocato il ribaltamento.
Una delle prime ricostruzioni ipotizza che il bambino possa essersi aggrappato al mobile, facendolo rovinare a terra. Ma è un’ipotesi ancora tutta da verificare. Resta un solo, incontestabile dato di fatto: un bimbo di otto anni è stato travolto da un pesante mobile in un luogo destinato allo svago e allo sport, frequentato ogni giorno da altri minori. E oggi lotta tra la vita e la morte, mentre in tanti pregano perché possa tornare presto a giocare.