Il giovane portato in ospedale in codice rosso: non è in pericolo di vita. La sindaca Salis: “Lo Stato non ci lasci soli”.
Genova -Un’altra notte di violenza scuote il cuore della movida. Intorno alle 1:45 della scorsa notte, un ragazzo di 17 anni, di origini nordafricane, è stato accoltellato alla schiena in piazza Renato Negri. L’episodio, avvenuto tra la folla che frequenta i locali del centro storico, ha riacceso con forza il dibattito sulla sicurezza urbana e sul disagio giovanile.
Nonostante la gravità della ferita, il minorenne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Martino e, fortunatamente, i medici hanno escluso il pericolo di morte. Resta invece fitta la nebbia sulla dinamica dell’aggressione. Gli uomini della squadra mobile e delle volanti si trovano di fronte a un puzzle difficile da comporre.
I numerosi giovani presenti in piazza hanno fornito versioni dei fatti contrastanti tra loro. Lo stesso 17enne ha rilasciato dichiarazioni che gli investigatori hanno definito “non del tutto attendibili”. Il ragazzo non ha saputo o voluto fornire elementi utili a identificare l’aggressore.
In mancanza di una ricostruzione chiara, la polizia sta setacciando le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, sperando che gli occhi elettronici abbiano immortalato il momento del fendente e la fuga del responsabile.
Quanto accaduto ha spinto la sindaca di Genova, Silvia Salis, a intervenire duramente, chiedendo un impegno maggiore al governo centrale. “Episodi di questa natura si verificano con frequenza allarmante. Abbiamo potenziato la polizia locale, ma serve un cambio di passo dello Stato. I Comuni non possono essere lasciati soli: non basta la repressione, serve affrontare un disagio giovanile sempre più profondo con interventi educativi e un presidio costante”.
Il ferimento di piazza Negri si inserisce in una scia di eventi che preoccupa residenti ed esercenti. La zona, epicentro del divertimento notturno del weekend, è da tempo sotto la lente d’ingrandimento per la facilità con cui piccoli screzi tra giovanissimi degenerano in violenza armata.