Lo studio di un’associazione svela il comportamento dei consumatori. Per i giovani è un rito sociale, per gli adulti una necessità assoluta.
Il 4 luglio, data di inizio dei saldi estivi 2026, è ormai alle porte. Per l’occasione l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” non solo ha redatto un vademecum per gli acquisti, contenente 11 consigli pratici per i consumatori, ma ha condotto un sondaggio tra 1215 consumatori appartenenti a varie regioni d’Italia quali l’Abruzzo, l’Emilia Romagna, il Lazio, la Lombardia, le Marche, il Molise, il Piemonte e la Puglia.
Oltre che per l’area geografica di riferimento, il campione di 1215 consumatori è variegato anche sotto il profilo del genere, dell’età, dell’attività svolta e del budget destinato agli acquisti nel periodo dei saldi. A fronte di tale eterogeneità dei consumatori coinvolti per quanto concerne i dati emersi si riscontra una distinzione tra fasce di età differenti (sostanzialmente il campione è stato diviso in consumatori tra i 15 ed i 25 anni ed i consumatori dai 25 anni in poi) ma nell’ambito di queste ultime una sostanziale omogeneità.
Il primo dato emerso dal sondaggio “Dalla Parte del Consumatore” è in controtendenza con le notizie apparse negli ultimi dieci giorni secondo le quali il periodo dei saldi ha perso attrattività rispetto al passato a causa del commercio elettronico, delle promozioni spesso proposte on line, offerte sui social ed i “presaldi”. Dal sondaggio “Dalla Parte del Consumatore” è emersa, invece, molta attesa da parte dei consumatori per il periodo dei saldi.
“Quasi l’unanimità dei 1215 consumatori coinvolti nel sondaggio – afferma l’avv. Emilio Graziuso, Presidente dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” – hanno dichiarato di attendere il periodo dei saldi per acquistare capi. Alcuni perché hanno già individuato un capo di loro interesse nei mesi scorsi ma che non lo hanno acquistato confidando nel ribasso dei prezzi, altri, invece, perché data l’impennata del costo della vita, sono stati costretti a rinviare l’acquisto di capi di abbigliamento al periodo dei saldi, per avere un maggiore potere di acquisto. In entrambi i casi, comunque, c’è molta attesa per il periodo dei saldi”.
Dal sondaggio, inoltre, è emerso che la minoranza degli intervistati che non attende in modo particolare il periodo dei saldi – in quanto molto spesso acquista on line o tramite social, beneficiando di offerte e sconti anche in periodi diversi – è composta prevalentemente da ragazzi appartenenti alla fascia d’età 15 – 25 anni.
Tornando ora alla maggioranza che attende il 4 luglio per dare il via allo shopping dai dati rilevati dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” è emerso che:
- nei ragazzi/e (fascia di età 15 – 25 anni), con prevalenza di ragazze, c’è molta attesa ed entusiasmo. Essi, infatti, stanno attendendo tale periodo per fare acquisti e togliersi qualche sfizio in più (sia per quanto concerne il numero di capi da acquistare sia il prezzo degli stessi) rispetto ai mesi scorsi.
- tra le ragazze l’attesa non è dettata solo dalla “caccia all’acquisto” ma dal fatto che lo shopping costituisce per esse un momento di incontro, confronto, socialità e divertimento. “Questo è un dato inaspettato e particolarmente importante che è emerso nel nostro sondaggio – afferma l’avv. Emilio Graziuso – Lo shopping nel periodo dei saldi non è inteso dai giovani solo come un momento dedicato all’acquisto. Esso è vissuto come un vero e proprio rito sociale essendo occasione per recarsi nei negozi in compagnia di amici ed amiche, incontrare coetanei anche essi in gruppo, parlare, confrontare i capi di abbigliamento acquistati ed, in molti casi, proseguire tutti insieme”.
- diversa l’attesa per quanto riguarda gli adulti. Per questi ultimi, l’entusiasmo che abbiamo rilevato tra i giovani lascia il posto alla consapevolezza della crisi economica e del crollo del potere di acquisto dei singoli consumatori e delle famiglie. Per tale fascia d’età, quindi, e, quindi, i saldi non costituiscono una occasione di leggerezza e di distrazione dagli impegni quotidiani ma il momento per fare gli acquisti necessari che si sono procrastinati a causa del costo della vita sempre più alto.
Il sondaggio è stato condotto tra 1215 consumatori nelle seguenti regioni:
- Abruzzo Molise (numero di consumatori coinvolti nel sondaggio: 239)
- Emilia Romagna (numero di consumatori coinvolti nel sondaggio: 255)
- Lazio (numero di consumatori coinvolti nel sondaggio: 97)
- Lombardia (numero di consumatori coinvolti nel sondaggio: 173)
- Marche (numero di consumatori coinvolti nel sondaggio: 56)
- Piemonte (numero di consumatori coinvolti nel sondaggio: 120)
- Puglia (numero di consumatori coinvolti nel sondaggio: 275)