Scoperto e bloccato un sofisticato metodo per trafficare droga in Europa. Blitz delle Fiamme Gialle: tre indagati e 17 arresti.
Roma – I finanzieri del Comando provinciale hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare (2 in carcere e 1 divieto di dimora), emessa dal giudice per le indagini preliminari del locale Tribunale, nei confronti di tre soggetti (2 peruviani e 1 colombiano) gravemente indiziati di essere il terminale di un traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Il provvedimento cautelare rappresenta l’epilogo di una complessa attività investigativa condotta dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Fiumicino, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica capitolina.
Nel corso delle attività d’indagine, i militari hanno già tratto in arresto in flagranza di reato 17 corrieri, sottoponendo a sequestro oltre 15 chilogrammi di cocaina.
Lo stupefacente, proveniente dal Perù, veniva introdotto nel territorio europeo attraverso il ricorso a body packers (ovulatori), i quali trasportavano la sostanza occultandola all’interno del proprio corpo per eludere i controlli di frontiera.
Le investigazioni hanno svelato un sofisticato modus operandi, denominato tecnica del “no show”.
Nello specifico, i corrieri giungevano in uno scalo aeroportuale europeo di transito e, nonostante fossero in possesso del biglietto aereo per la destinazione successiva, omettevano deliberatamente di imbarcarsi.
Tale stratagemma era finalizzato a eludere i rigidi controlli doganali e di polizia previsti per le tratte aeree a maggior rischio.
Abbiamo raggiunto telefonicamente il maggiore Federico Vanni del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma, che ci ha spiegato i dettagli dell’operazione.
Come siete riusciti a individuare e smantellare questa rete di trafficanti internazionali?
“L’indagine è partita dall’analisi dei flussi di viaggio – spiega il maggiore – Abbiamo notato che diversi passeggeri acquistavano biglietti con scalo in città europee e destinazione finale Roma, uno schema che si ripeteva in più aeroporti. Approfondendo questi movimenti siamo riusciti a ricostruire l’organizzazione, individuare i corrieri e risalire ai vertici della rete criminale.”
I trafficanti utilizzavano la tecnica del “no show”. Come funzionava?
“La tecnica del ‘no show’ prevedeva che i corrieri organizzassero il viaggio attraverso uno scalo intermedio europeo – continua Vanni – con un biglietto che comprendeva un’ulteriore tratta aerea verso la destinazione finale. Una volta arrivati nello scalo di transito, però, non si imbarcavano sul volo successivo, riuscendo così a eludere i controlli previsti per alcune rotte considerate più sensibili. Era un sistema particolarmente insidioso perché sfruttava un’apparente regolarità del viaggio: i corrieri erano in possesso di un titolo valido e il loro percorso iniziale non presentava elementi immediatamente anomali. Solo attraverso un’attenta analisi dei movimenti e delle modalità operative siamo riusciti a ricostruire lo schema.”
Quanto è importante questa operazione nella lotta al traffico internazionale di cocaina attraverso gli aeroporti?
“Al di là del quantitativo di droga sequestrato, l’importanza di questa operazione sta nell’aver colpito un’organizzazione strutturata che riforniva il mercato della Capitale. Attraverso un’attività investigativa prolungata – conclude il maggiore Vanni – siamo riusciti a risalire ai vertici del gruppo, individuando anche due soggetti ritenuti organizzatori del traffico.”