Ilaria Sula e Mark Samson

Ilaria Sula uccisa con 3 coltellate, il corpo per 20 ore in casa di Mark Samson

L’autopsia: “Morta per choc emorragico”. Si cerca l’arma del delitto, mentre emergono dettagli su un possibile depistaggio che fa sospettare un aiuto esterno. Dubbi sulla versione dei genitori.

Roma – L’indagine sull’omicidio di Ilaria Sula, la studentessa 22enne trovata morta in una valigia a Poli, si concentra sull’appartamento di via Homs, nel quartiere Africano, dove la polizia scientifica ha rinvenuto tracce di sangue nella camera da letto di Mark Antony Samson, il 23enne reo confesso. Le macchie, scoperte mercoledì pomeriggio durante un sopralluogo, saranno analizzate in un secondo esame degli investigatori. Intanto, emergono dettagli inquietanti: il corpo di Ilaria sarebbe rimasto in casa per oltre 20 ore prima di essere trasportato e gettato in un dirupo, un elemento che mette sotto pressione la posizione dei genitori del killer, presenti nell’abitazione al momento del delitto.

Nell’appartamento dove Ilaria Sula è stata uccisa

Gli esami della Scientifica si focalizzano sulle tracce ematiche trovate nella stanza di Samson, dove Ilaria è stata colpita con tre coltellate al collo, come ha rilevato l’autopsia. Due coltelli sono stati sequestrati: uno pulito, che non sembra essere l’arma del delitto, e un secondo su cui sono in corso accertamenti. Samson ha dichiarato di aver gettato il coltello usato in un cassonetto a Montesacro, ma le ricerche non hanno ancora dato esito. Questo dettaglio, unito alla sparizione del cellulare della vittima – che il 23enne dice di aver buttato in un tombino – resta uno dei punti oscuri della sua confessione. L’esame autoptico ha rivelato che le cause della morte è un violento choc emprragico seguito alle tre coltellate al collo. Ulteriori esami chiariranno saranno invece necessari per chiarire l’ora esatta della morte e potrebbe rivelare se Ilaria sia stata stordita prima dell’aggressione, alimentando l’ipotesi di premeditazione.

20 ore con il corpo di Ilaria in casa

Un autovelox ha immortalato l’auto della famiglia Samson alle 18 del 26 marzo vicino a Poli, a 40 chilometri da Roma, dove il corpo è stato abbandonato. Ilaria era scomparsa la sera prima, il 25 marzo, dopo essere uscita di casa intorno alle 21.30 per raggiungere Samson, con cui aveva avuto una relazione finita mesi prima. L’omicidio, presumibilmente avvenuto nella notte tra il 25 e il 26, avrebbe lasciato il corpo nella camera del killer fino al tardo pomeriggio successivo. In un appartamento di tre stanze, con i genitori presenti, gli inquirenti ritengono improbabile che nessuno si sia accorto di nulla. L’auto, ora sotto sequestro, è al vaglio della Scientifica per tracce biologiche che possano confermare il trasporto del trolley con il cadavere.

I genitori sotto esame: concorso in omicidio?

La posizione dei genitori di Samson, ascoltati ieri sera in questura, è al centro delle indagini. Sebbene non siano obbligati a denunciare il figlio per legge, un loro ruolo attivo nel pulire la scena o nell’occultare il corpo potrebbe configurare il concorso in omicidio volontario. Le tracce di sangue nella camera e la permanenza del cadavere per oltre 20 ore rafforzano i sospetti. Gli esiti degli esami ematici e i rilievi sull’auto saranno decisivi per determinare se i due abbiano avuto un ruolo oltre il silenzio.

Delitto pianificato o impulso?

Ilaria potrebbe essere caduta in una trappola. Le amiche, con cui condivideva un appartamento a San Lorenzo, l’hanno vista uscire frettolosamente la sera del 25 marzo con solo il cellulare, come per un appuntamento improvviso. I vicini di via Homs riferiscono di non vederla da mesi, suggerendo che Samson l’abbia attirata con un pretesto. Dopo l’omicidio, il 23enne ha usato il telefono della vittima per postare storie sui social e rispondere a messaggi, simulando che fosse viva. La Procura, coordinata dall’aggiunto Giuseppe Cascini, valuta le aggravanti di premeditazione e crudeltà, mentre Samson, detenuto a Regina Coeli, resta accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Il movente del delitto è ancora ignoto: Samson si è limitato a dire “mi dispiace” senza spiegare il perché. Le amiche di Ilaria potrebbero essere riascoltate per chiarire gli ultimi contatti con la vittima, mentre la madre, distrutta, non ha ancora riconosciuto ufficialmente il corpo. La Squadra Mobile continua a indagare su eventuali complici: il peso del trolley e la complessità del depistaggio fanno sospettare un aiuto esterno.

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