Il ministro della Giustizia richiama decenni di criticità e apre al confronto sulle condizioni detentive.
Roma – “Da quando sono Ministro ho visitato gran parte delle carceri italiane e conoscevo la loro condizione, avendole frequentate da 40 anni come Pubblico ministero”.
“Quando sono entrato in magistratura, negli anni ’70, vi erano proteste almeno una volta l’anno per le condizioni di sovraffollamento e di igiene. Una situazione sedimentatasi nei decenni è difficile poterla risolvere in termini concreti”.
“Quanto prima sarò lieto di ascoltare Gianni Alemanno, così come ho ascoltato i rappresentanti della polizia penitenziaria e delle famiglie delle vittime. Non conosco suggerimenti, in merito, del Generale Vannacci e non so se sia favorevole ad una sorta di amnistia”.
“Personalmente credo che garantismo significhi enfatizzare la presunzione di innocenza e, quindi, ridurre la carcerazione preventiva e assicurare la certezza della pena irrogata dalla magistratura dopo un giusto processo”.
Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in risposta alle dichiarazioni di Gianni Alemanno all’uscita dal carcere.