Due anni dopo Satnam, i numeri che accendono l’allarme

A due anni dalla morte di Satnam Singh emergono dati preoccupanti su sfruttamento, caporalato e lavoro agricolo stagionale.

Roma – “Il 19 giugno del 2024 moriva Satnam Singh. Sono passati due anni. I più lo chiamarono incidente, la FLAI ha sempre parlato di omicidio e speriamo che così venga riconosciuto dall’imminente sentenza del primo grado di giudizio del processo. Un essere umano, un lavoratore, trattato alla stregua di un vecchio attrezzo agricolo rotto, da buttare via” afferma Giovanni Mininni segretario generale FLAI CGIL, che continua “Oggi purtroppo poco è cambiato come ci testimonia la tragica recente vicenda di Amendolara. Satnam e tutti gli altri operai agricoli morti ci ricordano che le condizioni di lavoro non dignitose costano vite umane — e che questo non è accettabile.”

Se per Satnam la Flai si costituì parte civile nei due procedimenti istituiti per omicidio e per reato di intermediazione illecita e fornì il patrocinio legale per i lavoratori coinvolti vittime di sfruttamento, per l’eccidio di Amendolara la Flai ha fornito protezione assistenza e tutela legale e sindacale per Taj Mohammad Alamyar e Hazrat Helal Armani unici sopravvissuti all’incendio mortale.

I dati provvisori dell’Osservatorio Placido Rizzotto, presentati oggi in occasione del lancio della nuova stagione delle “Brigate del Lavoro”, l’azione di sindacato di strada che vedrà attivisti e militanti impegnati direttamente nelle campagne della penisola, restituiscono un quadro allarmante: sono più di un milione i lavoratori e le lavoratrici dipendenti impiegati nei campi italiani, stagionali, di cui quasi il 25% esposti a sacche storiche di sommerso, sfruttamento e caporalato fino ad arrivare a forme di paraschiavismo.

La presentazione del calendario delle attività di Sindacato di strada e i dati dell’Osservatorio Placido Rizzotto sono stati presentati in occasione dell’anniversario della morte di Satnam Singh. I dati analizzati confermano la natura strutturalmente stagionale del settore: nel 2024 l’agricoltura italiana ha registrato oltre 1 milione di lavoratori dipendenti occupati, l’89,5% di questi è assunto con contratto a tempo determinato. All’interno di questa platea, la componente straniera rappresenta un pilastro, con lavoratori stranieri della Comunità europea pari a 21% e con il 27,6% di lavoratori provenienti da Paesi non comunitari (oltre 280 mila persone) guidati dalle comunità del Marocco, dell’Albania, dell’India, del Bangladesh e del Pakistan.

Le donne rappresentano il 30,2% della forza lavoro (circa 310 mila), concentrandosi prevalentemente nel Mezzogiorno (55%). La frammentazione territoriale vede la concentrazione di oltre la metà degli operai agricoli a tempo determinato nelle regioni del Sud e delle Isole (491.381 lavoratori, pari al 54,4% del totale).

Puglia (16,8%) e Sicilia (14,9%) si confermano sul podio delle regioni per numerosità di lavoratori e lavoratrici stagionali, seguite a livello provinciale dai territori di Foggia (4,5%), Ragusa (3,7) e Bari (3,6%). Tuttavia, i dati elaborati dalla FLAI, dall’Osservatorio Placido Rizzotto e dalla Fondazione Metes smentiscono definitivamente il vecchio stereotipo che vorrebbe il caporalato e lo sfruttamento come piaghe esclusivamente meridionali: il fenomeno è ormai radicato da Nord a Sud.

“Lo sfruttamento non ha confini geografici, ma risponde alle medesime logiche di compressione dei diritti lungo le filiere agroalimentari, tanto nelle pianure del Settentrione quanto nei campi del Mezzogiorno. Sfruttamento che, ribadiamo, non riguarda unicamente i lavoratori e le lavoratrici di origine straniera, ma anche tantissimi italiani aggiunge Giovanni Mininni, Segretario Generale della Flai Cgil, che chiosa “Per rispondere a questa emergenza nazionale, la Flai lancia la nuova stagione delle “Brigate del Lavoro”. Centinaia di attivisti e sindacalisti porteranno tutele, informazioni e diritti direttamente dove i lavoratori e le lavoratrici vivono e lavorano, senza distinzioni di territorio”.

Il calendario della campagna nazionale per il 2026 è articolato su sei appuntamenti che attraverseranno la penisola da nord a sud: si parte il 29 giugno da Ravenna e Ferrara, per proseguire a fine luglio con una tappa speciale a Paestum, in Campania, realizzata in sinergia con il mondo studentesco. Il mese di luglio si chiuderà in Lombardia con la provincia di Mantova. L’autunno vedrà le brigate spostarsi in Piemonte, nelle province di Torino e Cuneo seguite dal ritorno in Campania per la tappa di Caserta. A chiudere il percorso sarà la Calabria, dove il sindacato di strada attraverserà i territori di Amendolara e Castrovillari. Collateralmente tantissime le campagne promosse dalle strutture territoriali, decine gli appuntamenti a dimostrazione di come il Sindacato di strada promosso dalla Flai sia diventato una pratica strutturale che accompagna ogni campagna di raccolta.

Sei tappe, cinque regioni, un unico filo conduttore: portare la voce e i diritti dei lavoratori là dove le persone vivono e operano ogni giorno. Le Brigate del Lavoro 2026 opereranno stabilmente fianco a fianco con le realtà territoriali e nazionali impegnate nell’insegnamento della lingua italiana, nel supporto legale, nell’accompagnamento ai servizi socio-sanitari e nella collaborazione con i presidi sanitari della rete di solidarietà.