Il nuovo decreto introduce regole più rigide per gli apparecchi di rilevazione. Gli automobilisti possono verificare la regolarità online.
Roma – Da domenica 12 luglio cambia il mondo degli autovelox sulle strade italiane. Entra infatti in vigore il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che stabilisce nuove regole su omologazione, controlli e taratura dei dispositivi. E qui arriva il nodo: centinaia di telecamere rischiano di non essere più considerate regolari.
A dirlo è lo stesso Mit, che parla di circa 850 apparecchi non più ritenuti idonei e quindi destinati a essere spenti, almeno fino a quando non otterranno la nuova omologazione. Per gli automobilisti capire quali autovelox siano in regola e quali no non è affatto semplice. Per questo il ministero ha creato un portale con l’elenco completo dei dispositivi presenti sul territorio nazionale, così da permettere ai cittadini di fare una verifica.
Sul sito del Mit sono raccolte tutte le informazioni sui vari modelli: dall’anno di approvazione al Comune dove sono installati, fino allo stato del dispositivo. Insomma, basta armarsi di un po’ di pazienza e confrontare i dati con quelli disponibili online. Attraverso i filtri del portale è possibile anche individuare quali apparecchi sono stati spenti dalla mezzanotte di sabato.
La situazione cambia in base all’età del dispositivo. Gli autovelox installati o approvati dopo il 2017 sono considerati conformi, mentre quelli più vecchi, soprattutto quelli che hanno ricevuto soltanto l’approvazione e non l’omologazione, dovranno passare ulteriori controlli. In questi casi potranno essere necessarie verifiche sulla documentazione, prove tecniche o nuove tarature per stabilire se possano tornare operativi.
Chi ha ricevuto una multa e vuole togliersi ogni dubbio può controllare direttamente sul sito del Comune in cui si trova l’autovelox che ha rilevato l’infrazione. Lì dovrebbero essere disponibili tutte le informazioni sul dispositivo utilizzato. Meglio fare questa verifica prima di mettere mano al portafoglio: una sentenza della Corte di Cassazione del 2024 ha infatti stabilito che gli autovelox approvati ma non omologati non possono essere considerati validi per le sanzioni.
Se le informazioni non dovessero essere disponibili online, resta comunque la possibilità di presentare una richiesta di accesso agli atti per ottenere la documentazione necessaria.
Sul tema è intervenuto anche il Codacons, che ha definito positivo il decreto del Mit ma arrivato con troppo ritardo. L’associazione ha ricordato che tra il 2021 e il 2025, soltanto nelle 20 principali città italiane, gli autovelox hanno generato incassi per 306,3 milioni di euro.
Secondo il Codacons, dalla decisione della Cassazione del 2024 che ha messo in discussione le multe emesse da apparecchi approvati ma non omologati si è creato un vero caos, con numerosi ricorsi e uno scontro aperto tra automobilisti e amministrazioni locali. L’associazione ha però precisato che chi supera i limiti mettendo a rischio la sicurezza deve essere sanzionato, ma le multe devono arrivare da strumenti pienamente conformi alle regole.
Sempre secondo il Codacons, il ritardo nelle nuove norme avrebbe avuto conseguenze anche sui bilanci dei Comuni: nel 2025 gli incassi degli autovelox nelle grandi città sarebbero diminuiti del 9%. Inoltre, diversi enti locali avrebbero scelto di spegnere alcuni apparecchi per evitare un’ondata di ricorsi da parte degli automobilisti.