Palermo tappezzata di cartoline anonime contro il pizzo

Un gruppo di messaggeri ha ripreso, oltre vent’anni dopo, il linguaggio simbolico che diede vita al movimento Addiopizzo.

Palermo – Era la notte tra il 28 e il 29 giugno del 2004 quando Palermo si svegliò con centinaia di piccoli adesivi listati a lutto, uno slogan che sarebbe diventato il manifesto di un’intera generazione contraddistinta dal rifiuto del pizzo.

Più di vent’anni dopo, quello stesso linguaggio è tornato nelle strade della città, questa volta rivolto direttamente ai boss mafiosi condannati e appena usciti dal carcere: un avvertimento a non tentare di riprendere le richieste estorsive, pena la denuncia e il ritorno dietro le sbarre.

Per quattro notti consecutive, tra il 9 e il 12 luglio, le cartoline sono comparse su muri, pali della luce e cabine elettriche in diversi quartieri della città, senza che gli autori si facessero identificare. Il percorso delle affissioni ha toccato prima Uditore-Passo di Rigano, San Lorenzo e Acquasanta, per poi estendersi a Tommaso Natale e Sferracavallo.

Non è un caso che la campagna abbia scelto proprio questi ultimi due quartieri: negli ultimi mesi sono stati teatro di gravi episodi di intimidazione contro commercianti e imprenditori. Il ristorante Brigantino è stato colpito a fine aprile da quasi trenta colpi d’arma da fuoco sparati nella notte, mentre la pizzeria Ulisse ha subito due attacchi a distanza di poco più di un mese, l’ultimo dei quali, a inizio giugno, ha interessato le tubature del gas del locale.

Appena un mese fa è stato smantellato un gruppo dedito alle estorsioni ai danni di diverse attività, individuati grazie alle immagini di videosorveglianza raccolte da una delle vittime, Tommaso Dragotto, titolare della società di autonoleggio Sicily by Car. Tra i fermati anche due giovani accusati di aver lasciato bottiglie con liquido infiammabile e richieste di pizzo davanti alle saracinesche di otto esercizi commerciali a Isola delle Femmine.