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Quella vendita non s’ha da fare

L’Agenzia I.P.R. F.T.T. ha depositato un reclamo tavolare e chiede un rinvio alla Corte di Giustizia dell’UE per presunte irregolarità nell’operazione tra il comune di Trieste e la Regione Friuli Venezia Giulia.

Trieste – Il 27 settembre 2023 l’Agenzia I.P.R. F.T.T. – International Provisional Representative of the Free Territory of Trieste ha depositato all’Ufficio Tavolare la richiesta che il tribunale annulli il Decreto del’11 luglio  con cui il Giudice tavolare ha iscritto sul Libro Fondiario la vendita diretta dal Comune di Trieste alla Regione Friuli Venezia Giulia di quattro magazzini del cosiddetto “Porto vecchio” di Trieste per trasferirvi uffici regionali con appalti per 140 milioni di euro e disavanzo previsto di 67 milioni.

La richiesta di annullamento è stata presentata con Reclamo Tavolare formato da 30 pagine di analisi in fatto e diritto, più 9 documenti allegati, che è registrato e consultabile al pubblico Ufficio Tavolare di Trieste sub GN 10951/23. L’atto afferma che quella vendita a trattativa diretta tra il Comune e la Regione non poteva venire intavolata perché viola apertamente le norme nazionali e comunitarie che impongono la vendita di quei beni pubblici con asta europea. Per la trattazione del caso è perciò necessario anche il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’UE.

Porto Vecchio – Trieste

Secondo la I.P.R. F.T.T. l‘operazione sarebbe frutto di accordi ufficiali illegittimi stipulati a Trieste tra il Sindaco Roberto Dipiazza, il Presidente regionale Massimiliano Fedriga ed il presidente dell’Autorità Portuale Zeno D’Agostino per dare ai beni del cosiddetto “Porto vecchio” destinazioni che non sono consentite dalla legge e danneggiano il Porto Franco internazionale, avvalendosi di coperture giudiziarie locali, attive e passive, che l’atto precisa chiedendo «indagini istituzionali adeguate».

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