Monsignor Sorrentino contro ignoti: “Un’offesa alla fede.” La Procura di Perugia indaga sulla vendita di capelli del beato a oltre 2.000 euro.
Assisi – A un mese dalla canonizzazione di Carlo Acutis, il giovane beato destinato a diventare il primo santo dei millennials il 27 aprile 2025, scoppia un caso che mescola fede, tecnologia e giustizia. Monsignor Domenico Sorrentino, vescovo della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, ha sporto denuncia contro ignoti dopo la comparsa sul web di alcune reliquie attribuite al “patrono di Internet,” messe all’asta con offerte già superiori ai 2.000 euro. L’esposto, trasmesso alla Procura di Perugia guidata da Raffaele Cantone, ha avviato immediati accertamenti, mentre la vicenda solleva indignazione tra i fedeli.
L’annuncio più clamoroso riguarda una “relic reliquary” descritta come “ex capillis con certificato,” ovvero presunti capelli di Acutis, messi in vendita su eBay da un venditore privato anonimo. L’asta, iniziata giorni fa e in scadenza mercoledì 26 marzo, ha attirato numerose offerte, con l’ultima che ha superato i 2.000 euro. Ma non è tutto: online sono emerse anche altre reliquie, tra cui almeno 70 attribuite a San Francesco, alimentando un vero e proprio “mercato digitale” del sacro che il vescovo ha definito “inaccettabile.”
Una denuncia per tutelare la fede
“Non sappiamo se siano vere o false,” ha dichiarato Sorrentino, confermando la denuncia. “Ma anche se fosse un inganno, saremmo davanti a una truffa e a un’offesa al sentimento religioso.” Il corpo di Carlo Acutis, morto a 15 anni per leucemia nel 2006, è custodito nel Santuario della Spogliazione ad Assisi, meta di pellegrinaggi. La diocesi ha chiesto il sequestro degli oggetti, sottolineando che il Diritto Canonico vieta il commercio di reliquie, consentite solo come donazioni gratuite tramite i vescovi. “Su Internet c’è un mercatino con prezziari, anche per San Francesco. È una cosa impossibile da accettare,” ha aggiunto il presule.

La Procura di Perugia, sotto la guida del procuratore capo Raffaele Cantone, ha aperto un’inchiesta per identificare i responsabili e verificare l’autenticità delle reliquie. L’ipotesi è che si tratti di un fenomeno speculativo legato all’imminente canonizzazione, prevista durante il Giubileo degli Adolescenti a Roma, che attirerà migliaia di giovani fedeli.
Chi era Carlo Acutis
Nato a Londra il 3 maggio 1991 da una famiglia milanese benestante, Carlo Acutis è cresciuto a Milano, frequentando il liceo classico dai gesuiti al Leone XIII. Genio dell’informatica e devoto cattolico, usava il web per diffondere la fede, creando siti e mostre virtuali sui miracoli eucaristici. Stroncato da una leucemia fulminante in sole 72 ore, disse alla madre Antonia Salzano: “Da qui non esco vivo, ma ti darò molti segni.” Beatificato nel 2020, il suo cammino verso la santità si è completato con un miracolo riconosciuto da Papa Francesco nella primavera 2024, aprendo la strada alla canonizzazione del 27 aprile 2025.
Un mercato online del sacro
Il caso di Acutis non è isolato. La diocesi ha scoperto che il web pullula di annunci simili: frammenti di tunica di San Francesco, polveri di Santa Rita, persino ossa di santi minori, venduti a prezzi che oscillano tra decine e migliaia di euro. L’asta dei capelli di Acutis, con un certificato di autenticità non verificato, ha raggiunto i 2.110 euro prima della chiusura, secondo fonti locali. “A cosa può portare l’idolo del denaro?” si è chiesto Sorrentino, evocando “lo zampino di Satana” dietro questa deriva.
La vicenda getta luce su un fenomeno più ampio: la mercificazione digitale del sacro, che sfrutta la devozione popolare in vista di eventi come il Giubileo. Qualcosa, per la verità, di non nuovo: la compravendita e il mercimonio di reliquie, spesso artefatte, ha radici lontane e assunse dimensioni epocali nel Medioevo. Mentre Assisi si prepara a celebrare il suo “santo della Rete,” l’inchiesta della Procura potrebbe segnare un precedente nella lotta a queste pratiche antiche, che oggi hanno conosciuto una rivistazione in chiave moderna.