Referendum giustizia: vince il No, fallisce la riforma del governo

Alta affluenza alle urne (58,9%) e netto rifiuto nelle grandi città. Il Sì tiene solo in Lombardia, Veneto e Friuli. Meloni: “Occasione persa”, Schlein: “Fermata l’arroganza”.

Il voto popolare boccia la riforma della giustizia proposta dal ministro Nordio. Secondo i dati del Viminale, il No si impone con circa il 54% dei consensi, ribaltando i sondaggi della vigilia che vedevano il Sì favorito. Decisiva la partecipazione dei cittadini, che con il 58,93% di affluenza hanno superato ampiamente le aspettative degli analisti.

Dati Eligendo

La geografia del voto: Nord diviso, Sud per il No

Il fronte del Sì riesce a conquistare la maggioranza solo in tre regioni a guida centrodestra: Veneto (58%), Friuli Venezia Giulia (54%) e Lombardia (53%). Nel resto del Paese domina il No, con picchi di rigetto nelle grandi aree metropolitane:

  • Napoli: Il No registra il dato più alto con il 75%.
  • Bologna e Firenze: I contrari superano il 66%.
  • Roma e Torino: Il No vola oltre il 60%.
  • Milano: Anche nel capoluogo lombardo vince il No (58%), nonostante il dato regionale di segno opposto.

Le reazioni politiche

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha dichiarato di accettare con rispetto il verdetto del “popolo sovrano”, pur ribadendo la bontà del progetto che mirava a un giudice terzo e imparziale. La premier Giorgia Meloni, via social, ha espresso rammarico per quella che definisce una “occasione persa di modernizzare l’Italia”, assicurando comunque che l’impegno del governo prosegue.

Dall’opposizione, la segretaria del Pd Elly Schlein esulta per quella che definisce una vittoria contro una “riforma sbagliata”, sottolineando come molti elettori di destra abbiano scelto il No. Anche Giuseppe Conte (M5S) commenta con favore l’alta partecipazione, leggendola come una spinta dei cittadini a essere protagonisti: il leader pentastellato ha infatti rilanciato l’apertura del Movimento verso le primarie per la scelta dei futuri candidati.