“Quelle opere sono blasfeme”: artista accoltellato, Pro Vita “Violenza ripugnante”

Il presidente Brandi condanna il gravissimo gesto che ha insanguinato la mostra “Gratia Plena”, con l’aggressione a Andrea Saltini.

Carpi – “Vogliamo esprimere la nostra massima solidarietà all’artista Andrea Saltini, autore della contestata mostra Gratia Plena esposta nella Chiesa di Sant’Ignazio di Carpi, per la folle e ingiustificabile aggressione subita nei pressi dell’esposizione”. L’associazione Pro Vita & Famiglia condanna l’aggressione a Saltini nella sede del Museo Diocesano, dove due giorni fa si è scatenata la follia. Uno sconosciuto ha accoltellato al collo l’artista, l’autore della mostra “Gratia Plena” allestita nell’edificio e da giorni finita al centro di polemiche perché ritenuta blasfema da alcuni siti tradizionalisti. Saltini per fortuna non è in pericolo di vita.

L’assalitore è entrato nell’ex chiesa con una mascherina e ha iniziato a danneggiare una delle opere con un coltello, imbrattandola con vernice spruzzata con una bomboletta spray. Saltini avrebbe tentato di fermarlo, ma l’uomo ha reagito ferendolo con una coltellata al collo. In una nota Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia Onlus, condanna il gesto. “Contestare la scelta di esporre in un luogo sacro opere esteticamente irrispettose del sentimento religioso popolare, come confermano le proteste degli stessi fedeli della Diocesi e una petizione firmata da oltre 30mila persone, non può giustificare in alcun modo nessun tipo di violenza personale, che deve ricevere la più dura condanna sociale e sanzione penale”.

Per Brandi, “rammarica che una vicenda che si sarebbe potuta superare da tempo con l’uso di un pò più di buonsenso abbia generato queste ripugnanti conseguenze”. Alcune settimane dopo l’apertura, il 2 marzo scorso al Museo Diocesano di Carpi, su “Gratia Plena” si sono rovesciate critiche e accuse di blasfemia.

Non solo: a metà marzo è stato presentato un esposto alla procura di Modena “a carico” del vescovo monsignor Erio Castellucci, dello stesso artista e dei curatori della mostra, don Carlo Bellini e Cristina Muccioli, “per vilipendio della religione cattolica, bestemmia ed esposizione di immagini blasfeme in luogo sacro con annessa richiesta di sequestro dei quadri osceni ove Gesù e Maria vengono rappresentati in atti sessuali”. Giorni fa la procura ha chiesto l’archiviazione del fascicolo.

secondo il pm Giuseppe Amara, si tratta di “opere riconducibili all’attività di un artista, frutto di una propria elaborazione che, condivisibile o meno, risulta libera manifestazione del pensiero, peraltro, suscettibile di diverse interpretazioni da parte del fruitore delle opere e non già espressione di un gratuito disprezzo verso la confessione religiosa”. La Procura ha precisato che risulta “anche possibile come il significato attribuito sia difforme da quello offensivo, come percepito dagli esponenti”.

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