Pino Giordano alla Camera denuncia il dramma di 1.700 operai tra cassa integrazione eterna e delocalizzazioni che uccidono il Mezzogiorno.
Roma – Il Segretario Provinciale UGL Matera, Pino Giordano, è stato audito dalla Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati nell’ambito della gravissima vertenza che interessa il gruppo Natuzzi e che coinvolge circa 1700 lavoratori tra Basilicata e Puglia, con ricadute devastanti sull’intero indotto economico e produttivo del territorio.
Nel corso dell’audizione, Giordano ha rappresentato con estrema durezza la drammatica condizione che vivono centinaia di famiglie ormai stremate da anni di ammortizzatori sociali, incertezza, riduzione salariale e totale assenza di prospettive industriali serie.
“La misura è colma. Non è più tollerabile assistere all’ennesima estensione della cassa integrazione come se fosse una soluzione strutturale. La cassa integrazione non può diventare una condanna permanente per lavoratori che da anni vivono con stipendi ridotti, senza certezze e senza futuro. Qui non siamo davanti ad una crisi temporanea, ma al rischio concreto di uno smantellamento industriale progressivo e silenzioso”.
Il Segretario Provinciale UGL Matera ha denunciato con forza il progetto di ulteriore ridimensionamento produttivo che rischia di colpire duramente gli stabilimenti materani, compresa la chiusura di Jesce 2, evidenziando come tutto ciò rappresenti un segnale gravissimo per l’intero territorio lucano.
“Stiamo parlando di un’azienda che negli anni ha beneficiato di ingenti finanziamenti pubblici, sostegni statali, incentivi e strumenti di accompagnamento garantiti dalle istituzioni italiane. Oggi invece ci ritroviamo davanti ad un quadro in cui si continua a tagliare occupazione in Basilicata e nel Mezzogiorno per favorire ulteriori produzioni all’estero, in particolare in Romania. Questo è inaccettabile sul piano sociale, morale e politico”.
Giordano ha parlato apertamente di una strategia industriale che rischia di trasformarsi in una vera desertificazione produttiva del territorio, sottolineando come il Materano e l’intera Basilicata stiano pagando il prezzo di anni di scelte sbagliate, silenzi istituzionali e assenza di una politica industriale nazionale capace di difendere il lavoro italiano.
“Non si può continuare a chiedere sacrifici sempre agli stessi lavoratori mentre si assiste impotenti alla delocalizzazione delle produzioni. È necessario che il Governo apra finalmente una riflessione seria sulla destinazione delle risorse pubbliche alle aziende. Chi riceve soldi pubblici deve garantire occupazione, investimenti e produzione sul territorio italiano. Non è concepibile finanziare aziende che poi spostano produzioni all’estero lasciando macerie sociali nel Mezzogiorno”.
Durante l’audizione, il Segretario UGL Matera ha inoltre evidenziato la totale esasperazione delle maestranze, molte delle quali vivono da anni in una situazione di precarietà economica insostenibile.
“Dietro i numeri ci sono persone, famiglie, mutui, figli e dignità calpestate. C’è una generazione intera di lavoratori che rischia di essere espulsa definitivamente dal mondo produttivo senza alcuna garanzia reale di ricollocazione. È vergognoso che uno dei territori già più fragili del Paese debba continuare a subire processi di impoverimento industriale senza una reazione forte della politica nazionale”.
Giordano ha inoltre criticato il clima di immobilismo che negli anni ha accompagnato la vertenza Natuzzi, sottolineando come troppo spesso i tavoli istituzionali si siano trasformati in semplici momenti interlocutori privi di decisioni concrete.
“Servono atti immediati, non passerelle istituzionali o promesse che puntualmente restano sulla carta. I lavoratori sono stanchi di ascoltare parole mentre continuano a perdere salario, serenità e prospettive. Occorre un piano industriale vero, con investimenti certi, rilancio produttivo degli stabilimenti italiani e garanzie occupazionali precise”.
Il Segretario Provinciale UGL Matera ha infine lanciato un appello forte al Governo, alla Regione Basilicata e a tutte le forze parlamentari affinché la vertenza Natuzzi diventi una priorità nazionale.
“Difendere Natuzzi significa difendere il lavoro nel Mezzogiorno, significa impedire l’ennesimo arretramento industriale della Basilicata e significa soprattutto restituire dignità a centinaia di lavoratori che da troppo tempo vengono lasciati soli. Non permetteremo che il territorio materano venga svuotato pezzo dopo pezzo nell’indifferenza generale”.
L’UGL Matera continuerà a sostenere con determinazione ogni iniziativa sindacale, istituzionale e democratica necessaria per salvaguardare i livelli occupazionali, contrastare le delocalizzazioni e garantire un futuro produttivo agli stabilimenti lucani.
“Non arretreremo di un millimetro davanti a chi pensa di poter utilizzare il Mezzogiorno soltanto quando conviene economicamente per poi abbandonarlo. La dignità dei lavoratori e il futuro della Basilicata meritano rispetto, risposte concrete e responsabilità politica”.