Quando il Ramadan si “trasferisce” in parrocchia

Accordo storico tra il vescovo e i parroci per concedere spazi di preghiera alla comunità musulmana, rimasta senza spazi idonei a causa delle chiusure imposte dal Comune.

Monfalcone – In un clima di forte tensione politica tra l’amministrazione comunale e i residenti stranieri, arriva un segnale di distensione che nasce dal mondo cattolico. La comunità musulmana locale, rimasta priva di spazi idonei alla preghiera a causa delle chiusure imposte dal Comune, potrà vivere il mese sacro del Ramadan grazie all’ospitalità delle parrocchie vicine. Come riportato dal quotidiano Il Piccolo di Trieste, la decisione è stata presa in pieno accordo tra i parroci e il vescovo di Gorizia.

L’iniziativa vede come protagonisti monsignor Paolo Zuttion, che ha messo a disposizione i locali delle “Stalle Rosse” nel comune di Staranzano, e don Zanetti, che aprirà le porte dell’oratorio di San Michele. Si tratta di un gesto che punta a superare paure e diffidenze, in un momento in cui la Quaresima cattolica e il Ramadan islamico quasi coincidono.

I religiosi hanno già stilato un calendario preciso per permettere a entrambe le fedi di professare i propri riti senza sovrapposizioni, garantendo dignità alla numerosa comunità di origine bengalese che lavora nel territorio.

La vicenda si inserisce in un contesto di lungo scontro istituzionale: le amministrazioni di centrodestra che si sono succedute alla guida di Monfalcone hanno infatti adottato una linea dura, lasciando i musulmani senza luoghi di culto autorizzati.

“Tutti hanno diritto di pregare secondo la propria esperienza religiosa, senza entrare nelle polemiche, hanno dichiarato i parroci a Il Piccolo di Trieste, sottolineando come l’accoglienza sia un dovere fraterno che prescinde dagli orientamenti politici locali.

Mentre il vescovo Carlo Maria Redaelli ha rivolto ufficialmente i suoi auguri ai “fratelli musulmani”, il sindaco Luca Fasan, interpellato sulla vicenda, ha scelto la strada del silenzio, non rilasciando commenti.

Grande invece la gratitudine espressa da Rejaul Haq Raju, presidente dell’associazione Baitus Salat, che ha ringraziato la Chiesa cattolica ribadendo la volontà della comunità islamica di continuare a vivere nel rispetto delle regole e del dialogo interreligioso.