Presunta truffa sulle auto usate: restituiti i beni all’indagato

Il tribunale del Riesame ha accolto il ricorso dei difensori dell’imprenditore che avevano già ottenuto la revoca del provvedimento di custodia cautelare per il loro assistito.

Peschiera del Garda – Scongelati i beni di Mauro Gianmoena, l’imprenditore titolare di una ditta di vendita e noleggio di autovetture che in aprile era stato raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare a seguito di un’inchiesta della Gdf. Dieci giorni dopo il tribunale della Libertà di Venezia aveva revocato la misura cautelare. Ieri quello del Riesame ha fatto cadere anche il sequestro dei beni, accogliendo il ricorso presentato dai legali dell’indagato, gli avvocati Roberto Bussinello e Matteo Destri.

Gianmoena è tornato così in possesso della villetta a Peschiera dove risiede, una quota di società di capitale, otto orologi di pregio e alcuni gioielli, beni per poco più di 274mila. Una decisione, quella del Riesame, che potrebbe far cadere l’accusa di autoriciclaggio.

Della vicenda si era occupata anche “Striscia la notizia”

L’indagine a carico dell’imprenditore era partita dalle denunce di diversi clienti e della vicenda si interessò anche il programma televisivo Striscia la Notizia. L’accusa nei suoi confronti era di truffa aggravata: tra il 2022 e il 2024 avrebbe ingannato una trentina di clienti, facendosi versare del denaro in anticipo per delle auto che in realtà non erano di sua proprietà, e che pertanto non sono mai state consegnate, vetture usate con pochi chilometri proposte a prezzi convenienti. 

La difesa di Gianmoena sostiene invece che non si sarebbe trattato di una truffa, ma al limite di inadempimento contrattuale. La consegna delle auto veniva sì promessa in breve tempo, ma nei contratti firmati dai clienti era specificato che i veicoli non erano di proprietà di nessuna delle società di Mauro Gianmoena. Ma i soldi versati dai clienti che fine hanno fatto? Le persone che hanno sborsato fior di migliaia di euro verranno mai risarcite? E da chi?

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Email
Stampa