Pompieri in ginocchio per Gaza, c’è il richiamo del Viminale

Dieci vigili del fuoco sotto procedimento disciplinare per il minuto di silenzio in divisa: rischiano sanzioni, l’Usb parla di “repressione”.

Pisa – Un minuto di silenzio in ginocchio durante una manifestazione pro-Gaza costa caro a dieci vigili del fuoco, di cui sei toscani. Il Viminale ha notificato una contestazione disciplinare a Claudio Mariotti e ad altri nove pompieri – sei dei quali toscani – che il 22 settembre scorso, durante lo sciopero generale indetto dall’Usb sui lungarni, si sono inginocchiati indossando la divisa.

Ora per loro si apre un procedimento disciplinare che potrebbe portare a sanzioni pesanti: dalla sospensione con decurtazione dello stipendio fino, in casi estremi, al licenziamento. La commissione inizierà i lavori il 29 gennaio con l’audizione di un vigile del fuoco di Roma, poi toccherà agli altri coinvolti. Il sindacato Usb annuncia battaglia e ha già convocato per il 28 gennaio, alla vigilia delle audizioni, un convegno a Roma dal titolo “Contro la repressione della libertà d’espressione e la militarizzazione del Corpo”.

Claudio Mariotti, pompiere con quasi quarant’anni di servizio e dirigente Usb, difende il gesto. In un’intervista a Il Corriere della Sera spiega che lui e i colleghi si sono inginocchiati “come portatori di buona volontà dell’Unicef”, ricordando che il vorpo nazionale dei vigili del fuoco è ambasciatore Unicef in base a un accordo rinnovato nel 2024.

“Ci siamo inginocchiati per solidarietà alle vittime di Gaza, soprattutto ai bambini – dice Mariotti – anche perché sulla nostra uniforme portiamo la spilla dell’Unicef. Non abbiamo fatto nulla di anticostituzionale: eravamo in sciopero e in una manifestazione legittima“.

Secondo il Viminale, però, il problema non è il contenuto del gesto ma la sua “forma”: averlo compiuto in divisa avrebbe, secondo l’amministrazione, “discreditato tutto il Corpo”. Un’accusa che Mariotti respinge al mittente: “Abbiamo sempre partecipato alle proteste con i nostri dispositivi di protezione, esattamente come fanno i metalmeccanici con la tuta o i sanitari con il camice”.