Le Segreterie Nazionali dei sindacati ANIA Inquilini e CASA MIA Proprietari esprimono soddisfazione per la misurata varata dal governo.
Le Segreterie Nazionali dei sindacati ANIA Inquilini e CASA MIA Proprietari esprimono una soddisfazione profonda e consapevole per l’approvazione del nuovo Piano Casa 2026 da parte del Consiglio dei Ministri del Governo guidato da Giorgia Meloni.
Non si tratta, sottolineano, di un semplice provvedimento, ma del ritorno dello Stato al proprio ruolo costituzionale e della fine di oltre trent’anni di disimpegno. Si apre così una nuova fase in cui il diritto alla casa torna a essere un diritto sociale primario e non un privilegio.
Per troppo tempo, evidenziano le organizzazioni, è stato trascurato l’Articolo 47 della Costituzione italiana, che impegna la Repubblica a favorire l’accesso all’abitazione. Dopo la stagione del Piano Fanfani, lo Stato si sarebbe progressivamente ritirato, lasciando spazio a un mercato immobiliare speculativo, con conseguenze pesanti per famiglie e lavoratori.
ANIA e CASA MIA contestano inoltre il dato dei “9 milioni di case vuote”, ritenuto fuorviante: si tratterebbe infatti di immobili localizzati prevalentemente in aree interne soggette a spopolamento, mentre la vera emergenza riguarda le grandi città, dove si concentra la domanda abitativa.
I sindacati accolgono con favore i tre assi portanti del Piano:
- Recupero del patrimonio ERP con 1,7 miliardi per 60.000 alloggi, senza consumo di suolo;
- Fondo nazionale per l’Housing Sociale da 3,6 miliardi, per una programmazione strutturale;
- Investimenti privati a finalità sociale, con il 70% degli alloggi a canone calmierato.
Critico, invece, il nodo degli Istituti Autonomi Case Popolari (IACP), che – dopo anni di carenze – si trovano oggi con organici insufficienti, carichi di lavoro elevati e scarse risorse tecniche. I sindacati chiedono alla Regione Siciliana un piano straordinario di assunzioni, investimenti in digitalizzazione e formazione continua, avvertendo che senza tali interventi il rischio è quello di fallire un’occasione storica.
Sul fronte della legalità, viene ribadita una linea netta contro le occupazioni abusive, considerate lesive dei diritti di chi rispetta le graduatorie e fonte di tensioni sociali. Le procedure di rilascio degli alloggi occupati dovranno essere rapide, ma accompagnate da politiche sociali efficaci.
Valutazione positiva anche per il rifinanziamento del Fondo Prima Casa (670 milioni), le garanzie per le famiglie e le misure fiscali, ritenute però complementari a una politica pubblica forte sull’edilizia sociale. Il Piano Casa 2026 viene definito come l’inizio di una nuova fase, su cui ANIA Inquilini e CASA MIA annunciano vigilanza costante su tutto il territorio nazionale, per garantire trasparenza, legalità e tutela delle famiglie.
“Il diritto alla casa non è negoziabile. Non è un favore. Non è una concessione. È un diritto costituzionale. Il diritto alla casa non si occupa. Si garantisce”.