Piangeva e la implorava di smettere, ma la badante continuava a picchiarla

Sei mesi di schiaffi e insulti a una 87enne non autosufficiente. Decisivi i vicini e le intercettazioni: la donna è ai domiciliari.

Rovigo – Doveva prendersi cura di lei, accudirla nei gesti più semplici di una vita ormai appesa all’aiuto degli altri. E invece, per mesi, quella casa si era trasformata in una prigione di urla e dolore. Una badante italiana è finita agli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti aggravati ai danni dell’anziana di 87 anni che le era stata affidata: una donna non autosufficiente, che non può camminare ed è affetta da disabilità e da un grave deterioramento cognitivo. A porre fine all’incubo sono stati i carabinieri di Arquà Polesine, intervenuti su disposizione della Procura di Rovigo.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’orrore sarebbe iniziato lo scorso aprile e sarebbe andato avanti per almeno sei mesi. Giorno dopo giorno, l’anziana sarebbe stata travolta da urla, ingiurie, bestemmie e aspri rimproveri, costretta a tacere e a restare immobile. E poi le mani addosso: schiaffi, colpi al corpo, tirate di capelli.

Una quotidianità fatta di paura che la Procura descrive come “un abituale regime di sopraffazione e sofferenza fisica e morale”, in cui la donna avrebbe approfittato della vulnerabilità della vittima, legata all’età avanzata e alla totale perdita di autonomia. Il dettaglio più straziante è nella nota degli inquirenti: la badante non si sarebbe fermata “nonostante le ripetute richieste dell’anziana di fare piano e di smettere di picchiarla, nonché nonostante le sue manifestazioni di dolore e il pianto”.

A rompere il muro del silenzio sono stati i vicini di casa. Sono stati loro ad accorgersi che qualcosa non andava e a dare l’allarme ai familiari dell’87enne. Da lì è partita l’indagine dei carabinieri, coordinata dalla Procura rodigina: parenti e vicini sono stati ascoltati come persone informate sui fatti, mentre le conferme decisive sono arrivate dalle intercettazioni ambientali, che avrebbero registrato quanto accadeva tra quelle mura.