Pamela Genini, l’appello della madre: “Restituiscimi mia figlia”

A un mese dalla macabra scoperta della profanazione della sua tomba nel cimitero di Strozza, Una Smirnova rompe il silenzio.

Bergamo – Il dolore per una morte violenta, inflitta con 76 coltellate, non era evidentemente l’ultima stazione della via crucis per la famiglia di Pamela Genini. A un mese dalla macabra scoperta della profanazione della sua tomba nel cimitero di Strozza, la madre della 29enne, Una Smirnova, ha rotto il silenzio con un appello che scuote l’opinione pubblica e punta dritto al cuore – o all’ossessione – di chi ha violato quel loculo.

Le parole della madre, pronunciate con la dignità di chi non ha più nulla da perdere se non la pace della propria figlia, sono un invito alla resa per l’ignoto profanatore che, agendo con precisione chirurgica nel buio pesto del camposanto, ha asportato la testa della giovane.

Fatti venire un rimorso di coscienza e restituiscici Pamela, per darle una degna sepoltura”, ha dichiarato la donna a Il Corriere della Sera, convinta che il gesto non sia stato un atto vandalico casuale, ma un’azione mirata: “Chi è stato la voleva a tutti i costi”. Per i familiari, l’idea che un pezzo del corpo di Pamela sia nelle mani di qualcuno – come trofeo, feticcio o segnale di vendetta – rende impossibile elaborare un lutto già devastato dall’omicidio avvenuto nove anni fa per mano dell’ex Gianluca Soncin.

Mentre la famiglia lancia appelli, i carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo e gli esperti del Reparto analisi criminologiche lavorano nel massimo riserbo. Gli inquirenti hanno ormai accertato che chi ha agito conosceva bene la struttura del loculo e la tecnica di taglio della zincatura. Si scava nei profili di chiunque abbia avuto un legame, anche unilaterale o ossessivo, con la ragazza.

Sullo sfondo rimane la tensione legata alle dichiarazioni televisive di Francesco Dolci, che si definisce ex compagno di Pamela. La famiglia di lei continua a smentire fermamente i racconti dell’uomo, in particolare quelli legati a presunti trasferimenti di denaro per 400mila euro. “Non vogliamo alimentare il circo mediatico – spiegano i legali della famiglia – ma la priorità assoluta è il ritorno dei resti di Pamela a casa”.