L’accusa nei confronti dell’uomo, di 28 anni, è di violenza sessuale aggravata su otto studentesse, tutte con meno di 14 anni.
Reggio Emilia – Un incubo tra le mura scolastiche, lì dove i bambini dovrebbero essere più sicuri. Un collaboratore scolastico di soli 28 anni è finito al centro di un’inchiesta choc nella Bassa Reggiana: l’accusa è di violenza sessuale aggravata su otto studentesse giovanissime, tutte con meno di 14 anni.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il giovane avrebbe approfittato del suo ruolo per avvicinare le vittime. Il copione era sempre lo stesso: attirava le alunne in zone isolate dell’istituto, come l’aula magna deserta o gli antibagni, e lì le costringeva a subire contatti fisici e palpeggiamenti, impedendo loro di allontanarsi.
A far crollare il castello di segreti è stato il coraggio delle ragazzine. Le studentesse, vinte la paura e la vergogna, si sono confidate con alcune insegnanti, raccontando quei momenti terribili vissuti nei corridoi della scuola. Da lì è partita immediatamente la denuncia ai carabinieri, che hanno dato il via a indagini lampo.
La Procura di Reggio Emilia ha agito con fermezza. Su ordine del Gip, per il 28enne sono scattate misure pesanti: dalla sospensione immediata dal servizio pubblico per un anno (non potrà quindi più mettere piede in una scuola) all’obligo di dimora nel comune di residenza. Disposto, inoltre, il coprifuoco notturno, con il divieto assoluto di uscire di casa nelle ore serali.
L’intera comunità della Bassa è sotto choc per una vicenda che colpisce il cuore dell’istruzione e la serenità delle famiglie. Le indagini proseguono per accertare se possano esserci altri casi non ancora emersi.