Paolo Gaggero è deceduto sul colpo durante il trasferimento di un macchinario dal peso di cinque tonnellate.
Genova – Paolo Gaggero, operaio di 61 anni, ha perso la vita schiacciato da un macchinario all’interno della ditta Sva in via Sardorella. Si tratta della prima “morte bianca” registrata nel capoluogo ligure dall’inizio del 2026, un episodio che ha riacceso con violenza le polemiche sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla gestione dei trasporti di carichi pesanti.
L’incidente è avvenuto intorno alle 10:30, durante una manovra delicata che avrebbe dovuto portare alla dismissione di un grosso utensile industriale. La vittima stava partecipando alle operazioni di trasferimento di una pressa dal peso di cinque tonnellate. Il macchinario era stato venduto a un’altra azienda, la Lavorazioni Mignanego, e proprio stamattina era in fase di spostamento verso l’uscita dello stabilimento.
Il carico si muoveva su speciali rulli forniti dalla ditta acquirente. Ad attenderlo nel piazzale c’era un camion gru per l’imbrago finale. Per cause che gli ispettori dello Spresal (Asl3) dovranno accertare, la pressa ha perso stabilità e si è ribaltata, travolgendo Gaggero. L’operaio è morto sul colpo sotto l’enorme peso dell’acciaio. Al momento dello schianto erano presenti il titolare della Sva e diversi colleghi, oltre a tre operai della ditta acquirente.
La reazione delle sigle sindacali è stata immediata e durissima. Luca Maestripieri (Cisl Liguria) ha dichiarato che la vita non può soccombere alla “pressione di costi e produttività”, mentre la Cgil Genova ha chiesto risorse urgenti per gli enti di controllo, ormai sotto organico.
Ancor più duro il commento della Uil Liguria: “Questa non è un’incidente, è un omicidio e l’assassino è davanti ai nostri occhi: il profitto. A 61 anni bisognerebbe pensare alla pensione, non morire sotto una pressa”.
La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha definito l’accaduto “una ferita per la città”, richiamando istituzioni e imprese a un rigore maggiore nei controlli. Anche il presidente della Regione, Marco Bucci, ha espresso vicinanza alla famiglia, mettendosi a disposizione per un confronto costruttivo con le parti sociali sulla prevenzione.