Nuovo interrogatorio per l’ex compagno di Pamela Genini

Il 53enne è stato scortato in caserma per essere ascoltato in merito alla profanazione della tomba, scoperta durante le operazioni di trasferimento del feretro.

Bergamo – Francesco Dolci è stato portato nella caserma dei carabinieri di Bergamo per un nuovo interrogatorio nell’ambito dell’indagine sulla profanazione della tomba di Pamela Genini, la giovane uccisa nell’ottobre scorso dall’ex compagno Gianluca Soncin. L’uomo è stato intercettato in un’area di servizio e scortato fino alla sede dell’Arma in via delle Valli, dove lo ha raggiunto la sua avvocata. La scena, con un militare salito direttamente nella sua auto, ha fatto pensare a un possibile sviluppo nelle indagini.

Secondo quanto riferito dalla trasmissione Ore 14, al termine dell’audizione Dolci potrebbe essere formalmente iscritto nel registro degli indagati.

Negli ultimi giorni si è parlato molto della possibilità che l’autore della profanazione fosse qualcuno ossessionato dal volto della vittima, soprattutto perché dalla bara è stata portata via la testa della giovane. Dolci, intervenuto in tv, ha respinto questa interpretazione, soffermandosi sulle modalità con cui sarebbe stata aperta la cassa. Ha sostenuto che chi utilizza un flessibile sa bene che le scintille cadono verso l’interno e avrebbero potuto danneggiare il viso della ragazza, circostanza che a suo dire renderebbe incompatibile l’azione con quella di una persona “fissata” con l’aspetto di Pamela.

Gli investigatori stanno analizzando una serie di fotografie scattate da Dolci al sepolcro dell’ex fidanzata. Si tratta di otto scatti, realizzati tra novembre 2025 e marzo 2026, l’ultimo dei quali proprio nel giorno in cui la famiglia ha scoperto la profanazione, mentre era al cimitero per il trasferimento del feretro. Dolci ha spiegato di essersi recato sulla tomba nel tardo pomeriggio, dopo essere uscito da una caserma, e di aver fotografato la lapide per documentare presunte anomalie, come viti allentate o segni di incuria.

Un dettaglio, però, ha attirato l’attenzione degli inquirenti: una traccia visibile nella parte bassa del loculo, che potrebbe essere mastice utilizzato per richiudere la lastra dopo l’effrazione. La bara, infatti, è stata aperta nella parte superiore e il corpo decapitato. La testa della giovane non è ancora stata ritrovata.

Intanto si avvicina il processo a carico di Gianluca Soncin, che ha scelto il rito abbreviato. L’uomo è accusato di aver ucciso Pamela Genini con ventisei coltellate la sera del 14 ottobre 2025. L’udienza è fissata per giugno.