Alla Casa dei Diritti una giornata dedicata ad Abanoub per riflettere su educazione, responsabilità sociale e ruolo delle istituzioni.
Milano – Si è svolta ieri, presso il Salone Conferenze “Franco Bomprezzi” della Casa dei Diritti del Comune di Milano, la Giornata Scolastica della Non Violenza e della Pace, dedicata alla memoria di Abanoub, il giovane studente diciottenne tragicamente ucciso a La Spezia.
La scelta di dedicare l’iniziativa al suo ricordo ha conferito all’evento un valore simbolico e civile di particolare intensità. Il drammatico episodio di cronaca, che ha profondamente scosso l’opinione pubblica, è stato assunto come punto di partenza per una riflessione ampia e strutturata sulle fragilità che attraversano la società contemporanea, sulle responsabilità educative della famiglia, sul ruolo della scuola e sul dovere delle istituzioni di intervenire con politiche lungimiranti e coerenti.
L’iniziativa è stata promossa da Héctor Villanueva, CEO e Founder di EXPO dei Popoli, delle Culture e della Solidarietà, ideatore e promotore di Milano Siamo Noi, insieme alla Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili del Comune di Milano, presieduta da Diana Alessandra De Marchi, con il coinvolgimento di numerose istituzioni, enti e associazioni rappresentative delle comunità presenti sul territorio.
Nel corso dei lavori è emerso con chiarezza come la violenza giovanile, il bullismo, il cyberbullismo e le nuove forme di odio sociale non possano essere interpretati come fenomeni isolati, ma vadano letti all’interno di un più ampio quadro culturale e sociale che chiama in causa la famiglia, la società e la scuola, quale presidio educativo fondamentale.
La famiglia è stata indicata come il primo ambito in cui i giovani apprendono il valore del rispetto, della responsabilità e della gestione non violenta dei conflitti; tuttavia, essa non può essere lasciata sola. La complessità del presente richiede un’alleanza educativa strutturata tra famiglie, scuola, istituzioni e mondo politico, affinché l’educazione alla pace non rimanga un principio astratto, ma si traduca in pratiche concrete e continuative.
In tale prospettiva, Diana Alessandra De Marchi, Presidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili del Comune di Milano, ha sottolineato il ruolo imprescindibile delle istituzioni locali nel promuovere politiche educative inclusive e di prevenzione, evidenziando l’impegno del Comune di Milano nel sostenere percorsi di sensibilizzazione, integrazione e tutela dei diritti, con particolare attenzione alle giovani generazioni.
La conferenza, moderata da Héctor Villanueva, ha assunto i contorni di un vero e proprio appello alle istituzioni e al mondo della politica, chiamati a riconoscere l’urgenza di investire in educazione, cultura e coesione sociale. Nel suo intervento, Villanueva ha posto l’accento sul tema dell’integrazione degli studenti provenienti da contesti migratori, ribadendo la necessità di una scuola interculturale capace di dialogo, crescita e appartenenza.
Un contributo di particolare rilievo è stato offerto dal giornalista e scrittore Biagio Maimone, che ha illustrato la proposta di introdurre la disciplina “Comunicazione e Linguaggio” all’interno dei percorsi scolastici fin dalla scuola primaria, come risposta educativa alla violenza verbale, all’esclusione e alla discriminazione.
Educare alla comunicazione significa formare coscienze consapevoli del valore etico della parola come strumento di relazione, dialogo e bene comune. La riflessione si è inserita in un orizzonte culturale più ampio, richiamando il magistero di Papa Francesco e di Papa Leone XIV, entrambi concordi nel sottolineare la responsabilità morale della comunicazione come leva per la pace e la convivenza civile.
Sono intervenuti, tra gli altri: Federico Bottelli, Giuseppina Conca, Maria Grazia Scorza, Alessandro Cerino, Simona Advincula, Giuseppe Piccione, Carlos Gamarra, Maria Maimone, Fabrizio Berard, Rocco Blumetti, Luca Capelli, e il Movimento Internazionale Allatra. Madrina dell’evento è stata Cecilia Gayle, cantante di fama internazionale e Ambasciatrice Culturale dell’America Latina e dei Caraibi.
La Giornata Scolastica della Non Violenza e della Pace si è configurata come atto pubblico di responsabilità collettiva, un richiamo forte affinché l’educazione alla pace diventi una priorità strutturale.
È a partire da questo impegno condiviso che il dolore per la perdita di Abanoub Youssef può trasformarsi in un percorso concreto verso una società più giusta, consapevole e umana.