Nebbia fitta, sbaglia manovra e finisce con l’auto in laguna

Il comandante del traghetto si è tuffato in acqua ed è riuscito a recuperare conducente e cane, portandoli a riva entrambi sani e salvi.

Venezia – Una manovra errata, forse causata della nebbia, e un’auto è “volata” in laguna. Poteva trasformarsi in tragedia l’alba al Lido, dove intorno alle 5 un automobilista anziché salire sull’imbarcadero è finito dritto in acqua. A evitare il peggio è stato il riflesso fulmineo del comandante del ferry-boat, trasformatosi in soccorritore-eroe tra i flutti.

L’incidente ha mandato in tilt i collegamenti tra il Tronchetto e l’isola, richiedendo l’intervento massiccio di sommozzatori e autogru per recuperare il mezzo inabissato. Il tutto sembra essere stato provocato della scarsa visibilità che avvolgeva la laguna nelle prime ore del mattino.

Una vettura con targa straniera, proveniente dal ponte San Nicolò, ha svoltato bruscamente a destra imboccando la rampa del traghetto. In quel momento, però, il ferry non era ancora attraccato. L’auto ha sfondato la catena di sicurezza ed è precipitata in acqua.

Il comandante del ferry Actv, testimone della scena, non ha esitato: si è gettato in laguna riuscendo a estrarre dall’abitacolo sia il conducente che il suo cane, portandoli a riva sani e salvi. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, la Capitaneria di porto e il 118. Il comandante e l’automobilista sono stati portati al pronto soccorso per accertamenti, principalmente legati allo choc e al principio di ipotermia.

Le operazioni di recupero sono state complesse. Il servizio ferry-boat è rimasto sospeso per diverse ore per consentire le manovre di sicurezza. È stato necessario far partire un traghetto speciale dal Tronchetto per trasportare al Lido la pesante autogru dei vigili del fuoco necessaria a ripescare la vettura.

Grazie all’eroismo del personale Actv, l’incidente si è chiuso senza vittime. La polizia locale sta ora effettuando i rilievi per capire se, oltre alla nebbia, vi siano state altre cause (come l’uso del navigatore o distrazioni) alla base della manovra azzardata.

Foto Andrea Rizzo