Il piccolo era entrato in sala operatoria per un’operazione considerata senza rischi. Un arresto cardiaco, poi il trasferimento in ambulanza, infine il drammatico epilogo.
Rovigo – Si chiamava Adam, aveva due anni e mezzo e un sorriso che, secondo le parole di suo padre, illuminava tutto. È entrato in ospedale per quello che doveva essere un intervento di routine al braccio destro e non ne è più uscito. La sua morte scuote due strutture ospedaliere del Veneto e finisce sotto la lente della magistratura: la Procura di Padova ha aperto un fascicolo, i carabinieri hanno sequestrato le cartelle cliniche e nei prossimi giorni l’autopsia dovrà fare luce sulle cause del decesso.
Il piccolo era stato ricoverato martedì mattina all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo per una procedura al braccio descritta ai familiari come priva di qualsiasi rischio. Durante l’operazione è però sopraggiunto un arresto cardiaco. Dopo essere stato rianimato, Adam è stato caricato su un’ambulanza diretta a Padova. Il tragitto ha richiesto circa 45 minuti, complicato dal traffico e dai cantieri stradali. Arrivato al nosocomio patavino, i medici hanno tentato ogni strada per tenerlo in vita, incluso il ricorso alla macchina cuore-polmoni, ma senza risultato.
I genitori, ora assistiti da un legale, chiedono spiegazioni su più fronti. Adam era il più piccolo di cinque fratelli. Nato nel novembre 2023 in Egitto, aveva riportato alla nascita una lesione al braccio destro. Operato per la prima volta nel Paese d’origine quando aveva appena sei mesi, con esiti però parziali, era successivamente rientrato in Italia con la famiglia, stabilendosi a Fidenza, dove aveva intrapreso un percorso riabilitativo. Un nuovo consulto specialistico aveva infine indicato la necessità di un secondo intervento chirurgico, affidato al primario di Rovigo che lo aveva precedentemente valutato.
L’inchiesta, al momento nelle mani della Procura di Padova, potrebbe essere trasferita a Rovigo, dove l’intervento ha avuto luogo. Sarà l’autopsia, insieme agli altri accertamenti tecnici disposti dagli inquirenti, a stabilire se nelle procedure adottate vi siano state omissioni o responsabilità, e a restituire alla famiglia di Adam almeno una parte della verità che cerca.