La raccolta fondi per la figlia di tre anni di Sara Ceccantini supera i 50mila euro. Venerdì l’ultimo saluto nella cattedrale di Arezzo.
Arezzo – Doveva essere la settimana più bella della sua vita, quella che l’avrebbe portata all’altare con l’uomo che amava, davanti alla loro bambina di tre anni. Invece per Sara Ceccantini, 39 anni, mamma della piccola Viola e dipendente Prada, la vacanza a Mykonos con le amiche per festeggiare l’addio al nubilato si è trasformata nella notte tra il 14 e il 15 giugno in una tragedia senza ritorno. Uno schianto stradale se l’è portata via a cinque giorni dal matrimonio, lasciando un compagno distrutto, una figlia senza madre e un’intera comunità in ginocchio.
L’impatto fatale è avvenuto intorno alle 3 del mattino sulla strada provinciale tra Chora e Ano Mera, nella zona di Argyrena. Sara era seduta sul sedile posteriore di una Peugeot a noleggio, insieme a due colleghe e a un amico alla guida. Una Volkswagen Golf condotta da un cittadino greco ha centrato la vettura, scaraventandola fuori strada contro un pick-up in sosta. Sulla dinamica le autorità elleniche stanno ancora indagando: al vaglio due ipotesi, un’inversione a U della Peugeot o una perdita di controllo dell’altro veicolo. Entrambi i conducenti sono risultati negativi all’alcol test e sono stati rilasciati.
Soccorsa in condizioni disperate, Sara è stata trasportata prima all’ospedale di Mykonos, poi a Syros. Un trasferimento in elicottero verso Atene è stato valutato, ma le condizioni erano ormai troppo critiche. La donna è morta poche ore dopo. Una delle amiche è rimasta gravemente ferita ed è stata ricoverata ad Atene, fortunatamente fuori pericolo di vita.
Quindici minuti prima dello schianto, Sara aveva chiamato il compagno Luca Bugialli. “Luca, domani torno da te”, le sue ultime parole. Il matrimonio era fissato per sabato 20 giugno, nella chiesa di Civitella, con ricevimento al Podere La Doccia. Sara avrebbe voluto sposarsi nella cappella della Madonna del Conforto nel Duomo di Arezzo, ma la concomitanza con la Giostra del Saracino non l’aveva reso possibile.
“Ora vivo per nostra figlia, voglio giustizia“, ha dichiarato Luca, rimasto ad Arezzo con Viola. Martedì ha accolto la salma di Sara all’aeroporto di Fiumicino, arrivata con un volo da Atene.
La notizia ha scosso l’intera comunità di Agazzi, la frazione di Arezzo dove la coppia viveva con Viola nella casa dei genitori di Sara. Avevano da poco acquistato una nuova casa a Campogialli, vicino a Terranuova Bracciolini, dove si sarebbero trasferiti subito dopo le nozze. Patrizio Bertelli, patron di Prada, ha disposto la chiusura per lutto dello stabilimento di Valvigna dove Sara lavorava da anni negli uffici amministrativi. L’azienda ha contribuito anche al rimpatrio della salma.
La raccolta fondi lanciata su GoFundMe da Alessandro Mazzucco Ferri – miglior amico di Luca e testimone di nozze designato – ha superato i 50mila euro. “Nessuna donazione potrà mai colmare il vuoto lasciato dalla sua scomparsa – si legge nella pagina – ma ogni contributo aiuterà Luca a garantire alla piccola un futuro sereno e sicuro“.
Don Alessandro Tracchi, ex parroco di Agazzi che avrebbe dovuto celebrare le nozze, ha ricordato Sara come una ragazza “solare, sempre sorridente, ferma nei suoi valori”. Il sacerdote sarà tra i celebranti dei funerali, in programma venerdì alle 10 nella cattedrale di Arezzo, insieme a don Alvaro Bardelli. La camera ardente è stata allestita all’ospedale San Donato, aperta al pubblico da mercoledì. Dopo le esequie, Sara riposerà nel cimitero di Agazzi. Per lei, tante rose bianche.