Morbillo, l’Italia è il malato d’Europa: contagi mai così alti

In dodici mesi 640 casi, record assoluto del continente. A pagare il conto sono i bambini: sette contagiati su dieci non erano vaccinati.

Roma – Un tempo lo liquidavano come una “malattia da poco”, una febbre da smaltire in una settimana chiusi in cameretta. Oggi il morbillo torna a fare paura e, soprattutto, torna a colpire duro proprio in casa nostra. L’Italia si è guadagnata un primato di cui nessuno vorrebbe fregiarsi: è la nazione più contagiata di tutta Europa, la maglia nera del continente per un virus che sembrava confinato ai ricordi dei nonni e che invece continua a circolare indisturbato tra scuole, ospedali e famiglie.

A fotografare l’allarme è l’ultimo rapporto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che ha passato al setaccio i dodici mesi compresi tra il 1° agosto 2025 e il 31 luglio 2026. In tutta l’area Ue/See sono stati messi nero su bianco 2.339 casi di morbillo. E più di uno su quattro – ben 640, il 27,4% del totale – porta il timbro italiano. Dietro di noi, staccate, la Bulgaria con 502 contagi, la Romania con 310, la Spagna con 243 e la Francia con 174.

Non è soltanto questione di numeri assoluti. Con 10,9 casi ogni milione di abitanti, l’Italia viaggia a più del doppio della media europea, ferma a 5,1. Un ritmo che ci consegna, di fatto, il ruolo di grande serbatoio del virus nel cuore dell’Occidente.

A spezzare il cuore è soprattutto l’identikit delle vittime. I più colpiti sono i bambini piccolissimi: sotto l’anno di vita il tasso di contagio schizza a 59,3 casi per milione. Sono neonati ancora troppo piccoli per essere vaccinati, difesi soltanto dallo scudo – sempre più fragile – dell’immunità di chi li circonda.

Ed è proprio qui che il rapporto punta il dito. Su oltre duemila contagiati di cui si conosce la storia clinica, il 73,1% non aveva mai ricevuto nemmeno una dose di vaccino. In Italia, mentre la prima dose sfiora la soglia di sicurezza del 95%, la seconda si ferma a un preoccupante 84%, ben al di sotto di quel muro che l’Ecdc indica come indispensabile per bloccare la malattia.

C’è però una nota di sollievo in questo quadro cupo. Nei dodici mesi analizzati nessun Paese europeo ha registrato morti per morbillo. E il dato italiano, dopo il picco di 171 casi toccato ad aprile, ha imboccato la discesa: a luglio i nuovi contagi si sono fermati a 29, meno della metà dei 61 bulgari. Gli esperti, però, invitano alla prudenza: i numeri più recenti potrebbero ancora crescere per i ritardi nelle segnalazioni.

La lezione, dietro le cifre, è tanto semplice quanto scomoda. Il morbillo non è un ricordo sbiadito del passato, ma un nemico ancora vivo, pronto ad approfittare di ogni vaccinazione saltata per rialzare la testa. E oggi, in Europa, il malato più grave si chiama Italia.