Imprenditore accusato di esterovestizione e sottrazione fraudolenta: beni e conti bloccati anche a San Marino.
Modena – Il 16 giugno u.s. militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente, di disponibilità finanziarie e beni mobili, per un valore complessivo di oltre 1,2 milioni di euro, emesso del Gip del Tribunale di Modena su conforme richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di un imprenditore di Carpi (MO), per i reati di omessa presentazione delle dichiarazioni ai fini delle imposte dirette e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Il procedimento penale versa nella fase delle indagini preliminari.
Il 16 giugno u.s. militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente, di disponibilità finanziarie e beni mobili, per un valore complessivo di oltre 1,2 milioni di euro, emesso del Gip del Tribunale di Modena su conforme richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di un imprenditore di Carpi, per i reati di omessa presentazione delle dichiarazioni ai fini delle imposte dirette e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Il procedimento penale versa nella fase delle indagini preliminari.
L’indagato è amministratore di due società operanti nel settore della commercializzazione di pezzi di ricambio, aventi solo formalmente sede nella Repubblica di San Marino, ma di fatto operanti, nella prospettazione accusatoria, sul territorio nazionale.
Le indagini, svolte dalla Compagnia di Carpi, hanno avuto origine dalle verifiche fiscali effettuate proprio nei confronti delle due persone giuridiche, e consentivano di ipotizzare l’esistenza di un meccanismo fraudolento finalizzato all’evasione delle imposte attraverso il meccanismo della c.d. “esterovestizione societaria”.
Lo schema di frode, nell’ipotesi accusatoria, si è sostanziato nell’omissione di qualsiasi adempimento fiscale da parte dei due soggetti economici, formalmente con sede nello Stato del Titano, ma di fatto gestiti commercialmente e finanziariamente dall’Italia, prima presso il domicilio dell’indagato e, in seguito, presso un ufficio di Carpi, mai dichiarato al fisco.
Le investigazioni esperite hanno altresì consentito di far ipotizzare che l’indagato, al fine di sottrarsi al pagamento delle imposte, nel corso delle attività ispettive fiscali, avesse alienato simulatamente e compiuto atti fraudolenti su beni di proprietà di una delle società, al fine di rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva.
Inoltre, poiché gli accertamenti svolti hanno dimostrato l’esistenza di disponibilità finanziarie presso istituti di credito di San Marino, sia da parte dei soggetti giuridici che dell’indagato, questa Procura della Repubblica procedeva ad attivare il canale della cooperazione giudiziaria per l’esecuzione contestuale della misura cautelare reale anche all’estero.
Sulla base del decreto emesso dal Giudice per le indagini preliminari, sono stati sottoposti a sequestro, con la collaborazione del Corpo della Gendarmeria della Repubblica di San Marino, conti correnti, conti titoli, altre disponibilità finanziarie e beni mobili per un valore complessivo pari a circa 250.000 euro, tra cui un’autovettura d’epoca, gioielli, orologi di pregio e altri oggetti di valore detenuti in una cassetta di sicurezza a San Marino.
Nel 2024, il medesimo imprenditore era già stato sottoposto a indagine per omessa dichiarazione fiscale in altro procedimento penale recentemente conclusosi con sentenza irrevocabile di condanna pronunciata nel gennaio 2026 a seguito di giudizio abbreviato, con contestuale confisca di beni nella disponibilità dell’imputato per un valore corrispondente ad euro 656.756,00.