Loculo acquistato in concessione perpetua trovato vuoto. La nipote: “Nessuno sa spiegarmi dove sia finita”. Il caso archiviato dalla Procura.
Novara – Un loculo vuoto, una bara scomparsa e una famiglia lasciata senza risposte. È l’incredibile vicenda che tormenta da anni Rossella Aloisio, nipote di Margherita Trovati, vedova Aspergius, tumulata in cimitero nel 1965.
La donna racconta a La Stampa una storia che ha dell’assurdo. La nonna era stata sepolta nel loculo numero 22, acquistato con una concessione perpetua di 99 anni. Accanto a lei, nel loculo 21, riposava il marito Angelo Aspergius.
Nel 2012, spiega Rossella, i resti di Angelo erano stati esumati e sistemati in una cassetta di zinco, poi ricollocata nello stesso loculo insieme alla bara della figlia Giuseppina. La salma mummificata di Margherita, invece, era stata reinserita nel loculo 22.
Eppure oggi quella bara non c’è più. Negli archivi del cimitero non risulta alcun trasferimento: anzi, nel database online Margherita Trovati figura ancora come tumulata nel loculo 22. Ma quando la famiglia ha aperto la tomba, il posto era completamente vuoto.
La scoperta risale a circa dodici anni dopo, al momento della morte del padre di Rossella, Nicola. Non potendo utilizzare il loculo 22, la famiglia è stata costretta a sistemare le sue ceneri nel loculo 21 insieme alla bara di Giuseppina e ai resti di Angelo.
Rossella ha presentato un esposto. Il caso è arrivato in Procura, ma le indagini sono state archiviate. “E per di più – denuncia la nipote – non siamo stati nemmeno avvisati dell’archiviazione”. Dall’amministrazione del cimitero, riferisce il quotidiano piemontese, non sarebbe arrivata alcuna spiegazione ufficiale.
La donna ora ha chiesto formalmente l’accesso agli atti: “Nessuno mi ha mai chiesto nulla, nessun riscatto, niente. Spero davvero che dietro questa sparizione non ci sia un macabro mercato”, conclude amaramente.