Da oggi scatta l’aumento del 3,88% sulle tariffe: rincari per biglietti e abbonamenti, resta invariato il collegamento Malpensa Express.
Milano – Dal 1 settembre viaggiare sulle linee Trenord costa decisamente di più, un boccone amaro che migliaia di lavoratori e studenti dovranno mandare giù ogni mattina per salire in carrozza. La scure sui prezzi non risparmia nessuno e colpisce a 360 gradi sia le corse singole che gli abbonamenti.
La decisione finale è arrivata a metà estate dalle stanze del Pirellone, dove la giunta ha dato il via libera a un ritocco all’insù del 3,88%. Ma cosa significa concretamente per le tasche dei cittadini? Basta dare un’occhiata alle tabelle chilometriche pubblicate di recente per rendersi conto del cambio di passo: una corsa semplice da 2,70 euro passa direttamente a 2,90.
Peggio ancora va a chi sceglie le soluzioni integrate come l’abbonamento Io viaggio in Lombardia, che registra rincari a pioggia su tutte le scadenze. Si va da un aumento contenuto di 50 centesimi per il pass giornaliero fino a un vero e proprio salasso di 20 euro per il titolo annuale, passando per l’euro in più sul settimanale e i due euro di maggiorazione per la tessera mensile. L’unica isola felice in questo mare di rincari resta il collegamento per lo scalo aeroportuale del Malpensa Express, blindato fino a settembre 2027.
Dietro la manovra c’è la fredda matematica degli indicatori economici. A fare da apripista sono stati i rilievi Istat sull’inflazione e sul settore trasporti registrati tra primavera 2025 e 2026, con una media combinata del 3,25%. A far lievitare ulteriormente il conto finale fino alla soglia del 3,88% è stato un cavillo che ha dell’incredibile: il raggiungimento dei target di puntualità e la soddisfazione dei viaggiatori. Raggiunta la quota dell’83% di treni in orario, Trenord ha incassato il diritto di applicare l’adeguamento massimo anziché concedere sconti. Un paradosso tutto italiano dove a fare da garante per l’aumento delle tariffe è proprio l’indice di gradimento degli utenti.