Un 30enne peruviano lotta tra la vita e la morte al San Raffaele. Il killer è scappato con un complice, nella zona nessuna telecamera.
Milano – Due esplosione che squarciano il silenzio, due proiettili che lo raggiungono alle spalle mentre cammina ignaro nella notte. È l’incubo che si è consumato a Pioltello, nell’hinterland est di Milano, dove un uomo di 30 anni, di origine peruviana, è stato trasformato in un bersaglio e lasciato a terra in una pozza di sangue da un sicario che poi si è dileguato nell’oscurità. Un agguato in piena regola, freddo e spietato, che ha i contorni di un’esecuzione mancata.
Il dramma si è consumato poco prima della mezzanotte tra giovedì 1 e venerdì 2 ottobre, in via Cimarosa, nel cuore del popolare quartiere Satellite. Erano da poco passate le 23.30 quando i residenti hanno sentito i due colpi rimbombare tra le palazzine. Quando i soccorsi dell’Areu sono arrivati, hanno trovato il giovane riverso sull’asfalto, centrato alla schiena da chi gli aveva sparato alle spalle, senza lasciargli scampo né la possibilità di vedere in faccia il proprio aggressore.
Una corsa disperata contro il tempo. L’uomo, soccorso d’urgenza, è stato trasportato in codice rosso all’ospedale San Raffaele, dove i medici lo hanno preso in carico in condizioni gravissime. È in pericolo di vita, appeso a un filo mentre gli inquirenti provano a dare un volto e un movente a quei due spari nella notte.
A indagare sono i carabinieri della compagnia di Pioltello, che sul luogo dell’agguato hanno repertato due elementi pesanti come macigni: due bossoli calibro 9, le firme di una pistola impugnata con la volontà di uccidere. Secondo alcune testimonianze, ancora tutte da verificare, chi ha fatto fuoco si sarebbe poi allontanato in fretta in compagnia di una seconda persona, un complice pronto a coprirgli la fuga.
A rendere più fitto il mistero è il buio che avvolge la dinamica. Nella zona, denunciano gli inquirenti, mancherebbero telecamere utili a ricostruire l’accaduto e a inchiodare i responsabili, in un quartiere dove gli occhi elettronici sono merce rara. Resta il giallo del movente: un regolamento di conti, uno spaccio finito male, una vendetta covata nell’ombra.
E non è un fulmine a ciel sereno. Appena una settimana prima, il 24 settembre, un 47enne egiziano era stato ferito a colpi d’arma da fuoco mentre si affacciava alla finestra della sua abitazione in piazza Garibaldi, sempre a Pioltello. Due sparatorie in pochi giorni che accendono un faro inquietante su un territorio dove, troppo spesso, a parlare è il linguaggio delle pistole.



