Il gruppo ha usato il trucco del finto tecnico del gas e commesso dodici furti, oltre ad altri due episodi contestati.
Torino – Gli agenti della polizia di Stato hanno dato esecuzione ai provvedimenti cautelari personali emessi nei confronti di cinque soggetti, a conclusione di un’articolata attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino.
L’operazione, eseguita con l’impiego di numerosi equipaggi della polizia di Stato, ha portato all’esecuzione simultanea di tre misure di custodia cautelare in carcere per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla consumazione di furti in abitazione ai danni di persone anziane e per dodici episodi predatori, nonché di due obblighi di dimora nel comune di residenza, con contestuale obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, per ulteriori due episodi predatori contestati.
I tre soggetti destinatari della custodia cautelare in carcere erano già stati arrestati in flagranza, un anno fa, per un furto in abitazione ai danni di una persona anziana, nel corso di una precedente operazione della Squadra Mobile. Da quell’intervento, nel contesto delle strategie di contrasto sviluppate dalla polizia di Stato sul fenomeno dei furti e delle truffe in danno di vittime vulnerabili, sono scaturiti gli approfondimenti investigativi che hanno consentito di ricostruire con precisione la rete di relazioni, le dinamiche interne e il modus operandi del gruppo criminale.
L’attività investigativa ha comprovato l’impiego da parte degli indagati del noto stratagemma del finto tecnico del gas, ossia la simulazione della qualifica professionale necessaria per introdursi nelle abitazioni delle vittime e, carpita la loro fiducia, derubarle di preziosi e denaro contante.
La banda risultava connotata da una notevole capacità organizzativa con specifica ripartizione dei compiti e continuità del programma criminoso, dalla disponibilità di basi logistiche per l’occultamento di autovetture sulle quali venivano applicate targhe clonate durante la realizzazione dei colpi, da una ritualità nel modus operandi basata su un meccanismo operativo e su comunicazioni tra i correi ampiamente collaudati, nonché da una capacità di reimpiego dei proventi delle azioni illecite sia per l’acquisto di materiale utile al progetto delinquenziale sia per il reinvestimento in utilità mobiliari e immobiliari.
Sulla base delle risultanze dell’azione investigativa e a seguito delle ulteriori indagini svolte dalla locale Divisione Polizia Anticrimine, il Questore di Torino ha richiesto e ottenuto dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione – un decreto di sequestro di prevenzione ai fini della confisca su beni per un valore di circa un milione di euro, comprendente quattro unità immobiliari, quattro autovetture, tre motocicli, centomila euro in contanti, quattro orologi di pregio e monili in oro di varia natura. Il provvedimento preventivo è stato eseguito dalla Divisione Polizia Anticrimine lo scorso 15 maggio.



