Migliorano i feriti di Crans-Montana: nessuno è più in pericolo di vita

Mentre dal Niguarda arrivano buone notizie, in Svizzera scoppia il caso dei controlli antincendio bloccati da un software.

Milano – Arrivano finalmente segnali di speranza per i feriti del drammatico rogo di capodanno a Crans-Montana, in cui sono morte 41 persone. Secondo quanto dichiarato dall’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, tutti i pazienti ricoverati nel capoluogo lombardo sono ufficialmente fuori imminente pericolo di vita. I ragazzi che si trovavano in terapia intensiva al Niguarda sono stati trasferiti nel reparto Grandi Ustioni, mentre una donna italo-svizzera di 55 anni è stata già dimessa.

Migliorano sensibilmente anche le condizioni di Lorenzo, il giovane ricoverato al Policlinico per gravi problemi respiratori: entro la settimana raggiungerà i compagni al Niguarda per proseguire le cure. Il percorso sarà ancora lungo, fatto di trapianti di pelle e ricostruzioni del tessuto cutaneo, ma i medici si dicono soddisfatti dei progressi ottenuti finora.

Sul fronte delle indagini in Svizzera, la situazione si complica. Gli interrogatori dei responsabili della sicurezza hanno fatto emergere una verità inquietante: i controlli antincendio nel Comune di Crans-Montana avrebbero subìto pesanti rallentamenti a causa di problemi informatici legati all’aggiornamento di un software in uso dal 2009.

Per evitare nuovi drammi, il Cantone del Vallese ha annunciato misure drastiche: sarà creata una nuova piattaforma informatica per il monitoraggio dei controlli e verrà accelerata la revisione totale della legge sulla protezione contro gli incendi, avviata a novembre 2025. Il Cantone ha però precisato che la gestione del software difettoso rientrava nei rapporti commerciali diretti tra i singoli Comuni e il fornitore, declinando ogni responsabilità diretta sulla manutenzione dei dati.